Droghe tradizionali, canne ma anche ansiolitici, psicofarmaci e perfino viagra. 

Un vero e proprio mix esplosivo, un intruglio di sostanze chimiche potenzialmente letali, consumati con una preoccupante leggerezza da giovani in età compresa tra i 12 e i 16 anni.

È il racconto di un’adolescenza allo sbando, di ragazzini molti piccoli che, forse inconsapevolmente o forse no, si riscoprono assuntori abituali di stupefacenti e antidepressivi. Si tratta dell’inquietante retroscena rivelato dal Dottor Dominik Mueller, presidente di Aise, onlus che da 40 anni gestisce il Lombardia una rete di ambulatori e residenze come ‘Montevideo 19’ a Milano, per adulti e minori affetti da problemi di tossicodipendenza e psicosociali. Lo specialista, di origini svizzere, ha raccontato in una lunga intervista al quotidiano La Stampa il dramma quotidiano che sta piegando un’interazione generazione di teenagers. Droghe e farmaci ingeriti come fossero caramelle.

Non ci sarebbe più un droga di  “predilezione – spiega il Dottor Mueller – Prima c’ erano eroinomani, cocainomani, oggi molti si improvvisano farmacisti, che assumono qualunque sostanza, un mix di tutto quello che capita: canne, droghe tradizionali, perfino viagra e, appunto, anche codeina negli sciroppi per la tosse, rohypnol, xanax, ketamina, psicofarmaci”.

Lo chiamano “sballo” ma, in realtà, si tratta di una preoccupante pratica quotidiana, esercitata per sopperire ad una perenne sensazione di insofferenza o semplicemente ad emulazione di alcuni personaggi famosi – perlopiù cantanti – che talvolta sono portatori di messaggi fortemente devianti. Addirittura, alcuni adolescenti ricorrono ai farmaci per non sentire dolore. “Tanti adolescenti si sballano ancora più tristemente con i farmaci. – afferma il presidente di Aise – Alcuni li prendono dagli armadi dei genitori, altri li ordinano su internet o se li procurano in Paesi come la Svizzera. Altri imitano i rapper americani che ‘cantano’ il mix tra codeina degli sciroppi e bibite gazzose. Tutti, in ogni caso, lo fanno per non stare male e la provenienza sociale non mette mai al riparo”.

L’assunzione dei sovracitati mix letali non sarebbe più relegabile ad un contesto occasionale, quale ad esempio un rave party o una serata in discoteca, ma addirittura alcuni giovani ne abuserebbero prima di recarsi a scuola. “Ci si sballa ad ogni ora. E se succede, E se succede, vuol dire che la situazione è già grave. Vedo ragazzini che a 12 anni hanno perso il controllo, non sono più in grado di concentrarsi, di controllare la rabbia, di reggere lo stress”.

La situazione non sembra affatto migliorare quando si parla di “droghe leggere” (cannabis) erroneamente considerate meno dannose di quelle cosiddette “pesanti”. La casistica appurata nella lunga esperienza professionale maturata dal dottor Mueller dimostra che circa il 10% dei giovani che abbiano assunto cannabinoidi in giovane età risultino con uno stato psichico “fortemente compresso dopo i 18 anni”.

E il ruolo dei genitori, in tutta questa triste triste narrazione, risulta pressoché incisivo.”La frase che sento tutti i giorni è: ‘Ma è solo canapa’. – riferisce il professor Mueller – Molti genitori con i figli tra 10 e 20 anni erano giovani negli anni Ottanta, altri tempi, come dicevamo prima. Però adesso si tende a sottovalutare troppo il problema, magari gli stessi adulti si vantano di fumarla, non si rendono conto che è modificata rispetto alla sostanza naturale e ha effetti già da droga vera, soprattutto sugli adolescenti”.

per www.ilgiornale.it