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Home Firenze

La tramvia a Firenze non è un’isola felice: lungo la T1 crescono degrado e insicurezza

di Simone Margheri
2 Maggio 2026
In Firenze
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Linea T2 della Tramvia: i signori passeggeri sono pregati di scendere e spingere
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La tramvia a Firenze non è un’isola felice: lungo la T1 crescono degrado e insicurezza

Dagli episodi di Scandicci alle criticità dell’Isolotto, il tema sicurezza torna centrale lungo il tracciato della linea.

La notte del 28 aprile, un uomo finisce incastrato sotto un vagone della T1 a Scandicci, in un tratto buio, forse in stato di alterazione, paratosi improvvisamente davanti al convoglio. Pochi giorni prima, il 20 aprile, un ventitreenne veniva accoltellato alla fermata Strozzi Fallaci, in zona Fortezza da Basso, alle 23:30. A marzo, alla stessa fermata, a poche ore dall’omicidio di un diciannovenne nei pressi di Santa Maria Novella, un altro accoltellamento.

A questi episodi si aggiungono segnalazioni recenti arrivate da Scandicci, dove nei pressi della fermata Resistenza una giovane commessa sarebbe stata importunata e avrebbe rischiato un’aggressione durante l’orario di lavoro, evitata solo grazie all’intervento di una collega. Un fatto riferito crescente dai social da chi vive e lavora nella zona

Non sono episodi sparsi: sono tappe di una mappa del disagio che segue il tracciato della tramvia fiorentina come un filo rosso.

Eppure ogni volta l’istituzione si sveglia, reagisce, firma un protocollo. A dicembre 2025, davanti a 45 aggressioni con infortuni registrate nel solo anno solare sui mezzi di Autolinee Toscane, Comune, AT, Gest e sindacati hanno siglato in Prefettura un protocollo per la sicurezza nel trasporto pubblico. Bene. Dov’è, nei fatti? L’accoltellamento di aprile è arrivato quattro mesi dopo. Il protocollo evidentemente non bastava.

Il tema non riguarda solo ciò che accade a bordo. Riguarda lo spazio urbano che la tramvia attraversa, e che troppo spesso viene lasciato a sé stesso una volta posate le rotaie. All’Isolotto, quartiere che la T1 percorre nella sua discesa verso Scandicci lungo viale dei Talenti e via del Sansovino, un comitato apolitico di residenti ha avviato una raccolta firme sui sottopassi pedonali: quelli di Viale Sansovino, Viale dei Talenti e Via Foggini

Non è una novità che quei sottopassi siano problematici — lo erano già anni fa. Il sottopasso di via del Sansovino, che affaccia sulla scuola media Gramsci, è da anni segnalato per gradini rotti, asfalto dissestato e scarsa illuminazione, condizioni che lo rendono off limits al calare della sera. I residenti oggi denunciano degrado igienico, spaccio e tossicodipendenza. Chiedono la chiusura dei sottopassi, attraversamenti a raso con semafori, più forze dell’ordine, riqualificazione.

Richieste concrete, misurabili, ragionevoli. Richieste che non dovrebbero richiedere una raccolta firme per essere prese sul serio

Il punto più scomodo è questo: la tramvia è stata venduta, giustamente, come un’infrastruttura di modernizzazione urbana. 11,5 chilometri, 26 fermate, collegamento diretto tra Scandicci e Careggi passando per il centro. Un asse portante della mobilità fiorentina.

Ma un’infrastruttura di questa portata non può essere gestita come se finisse alla stazione di arrivo. Ogni fermata è un nodo urbano. Ogni sottopasso è uno spazio pubblico. Ogni area di interscambio concentra flussi, ma anche vulnerabilità. Quando quei flussi crescono senza un corrispondente presidio del territorio, il degrado si stratifica esattamente nei punti più frequentati.

L’idea di impiegare vigilantes a bordo delle tramvie era già circolata con la giunta Nardella, senza mai prendere forma organica. Poi è tornata con la giunta Funaro, annunciata come sperimentazione. Nel frattempo la Polmetro, promessa dal ministro Piantedosi a settembre 2024, avrebbe dovuto essere operativa a gennaio 2025 — ma a quella data non c’erano ancora notizie concrete

Annunci, tavoli, protocolli. E la fermata di Strozzi Fallaci che accumula accoltellamenti come una qualunque periferia abbandonata.

La distanza tra le dichiarazioni e i fatti è diventata una misura affidabile dell’indifferenza politica. I residenti dell’Isolotto che firmano una petizione sui sottopassi non stanno chiedendo l’impossibile: stanno chiedendo che lo spazio pubblico torni a essere pubblico, cioè sicuro e vivibile per tutti.

Quando a farlo sono i cittadini, con fogli e penne, vuol dire che le istituzioni hanno già mancato il loro turno.
Recentemente un comitato di cittadini ha raccolto circa 178 firme in pochi giorni, firme spontanee non ricercate né policitizzate

I cittadini hanno fatto questa petizione proprio per sensibilizzare le autorità comunali sull’aumento del degrado che sta rapidamente trasformando le zone attraversate dalla tramvia in zone meno sicure e più degradate.

La petizione è stata consegnata al Consigliere Comunale di Fratelli d’italia Alessandro Emanuele Draghi giovedì che si è detto disposto a portare il problema in consiglio comunale

Certo, la tramvia può essere un vanto urbanistico ma può anche essere l’asse lungo cui si concentra il disagio che la città non vuole vedere o che non èpreparata ad affrontare. Non dipende dalle rotaie. Dipende da chi governa lo spazio .

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Tags: FIRENZEPDPRIMO PIANOTRAMVIAVARIANTE TRAMVIA
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