La Tolleranza ed il rispetto pilastri della democrazia
Ritengo vedendo i commenti anche sui social e la modalita’ con la quale le idee vengono proposte e dette che si debba tornare al rispetto delle altrui posizioni ed a una maggiore tolleranza.
L’esarcebazione degli animi la politica dell’odio verso alcune idee che tracima verso l’odio fisico portano le persone piu’ influenzabili e meno consapevoli a compiere atti estremi. La campagna “propal” che stigmatizza la violenza verso il popolo palestinese ha alla fine demonizzato l’azione di Israele e degli ebrei portando ad un atteggiamento antisemita paragonabile a quello antisemita di vecchia memoria
L’attentato a Trump, il terzo in due anni, e’ un sintomo di un mondo che si sta radicalizzando su posizioni estremistiche. Basta anche qui su un social esprimere un idea dissonante per essere sommersi da offese e minacce clamorosamente estreme e violente sia nei modi che nelle espressioni.
In mezzo a questo clima galleggiano alcuni astuti manipolatori che si muovono sia da una parte che dall’altra e con mio grande stupore maggiormente nella parte sinistra dello schieramento di pensiero
I radical chic non mi piacciono ma mantengono delle caratteristiche democratiche.
Trasformarsi in fanatici e grezzi leoni da tastiera e’ quello che invece sta avvenenendo nell’immediato. Una cosa simile a quella successa a Trump ho paura ,vedendo il clima, ed i commenti possa avvenire alla primo ministro. Il confronto in passato e’ stato anche duro violento agli estremi ma li’ c’era una ideologia una politica sociale da sviluppare e difendere, ma oggi su che base si debbono esacerbare gli animi? Sul gay pride?
Sui centri sociali liberati? Sulla politica estera materia sulla quale l’Italia in un passato piu’ o meno recente diciamo negli ultimi 40 anni aveva un atteggiamento sempre sfumato sempre conciliante quasi “inutile” ma diplomatico. Oggi la presa di posizione e’ piu’ netta piu’ delineata ma per forza e dimensioni sempre molto teorica. PERCHE’ responsabilizzare il Governo per l’intervento in Iran?
Perche’ su quello a Gaza? Cosa puo’ fare l’Italia? Puo’ mandare aiuti umanitari e lo ha fatto e poi? Ma voglio chiosare per capire il clima sul caso Venezi
Laureata al Conservatorio specializzata in ottime scuole ha fatto esperienza in Italia ed all’estero ed essendo relativamente giovane si trovava ad affrontare il primo incarico di rilievo in maniera permanente. Si e’ scatenata una polemica sulle competenze gli orchestrali si sono indignati …il teatro l’ha alla fine licenziata. Ebbene il predecessore della Venezi aveva 27 ANNI, NON AVEVA MAI DIRETTO UNA ORCHESTRA DA DIRETTORE STABILE, NON AVEVA UN CURRICULUM PIU’ QUALIFICATO. E’ rimasto direttore per 3 anni poi e’ scomparso dai radar …sono 12 anni che la Fenice non ha un Direttore stabile.
Questo vuol dire che la cosa e’ stata gonfiata strumentalizzata e deformata nella sua essenza in maniera strumentale …andando avanti di questo passo si rischia di stravolgere tutto
In una democrazia il rispetto dell’avversario e’ fondamentale per cui occorre sempre tenere presente che la democrazia si basa sul rispetto e sul confronto quando la cosa si sposta sull’offesa il vilipendio e la minaccia e la falsita’ con l’aggiunta di un velato tentativo di far passare riforme e proposte come invece minacce alla liberta’ la strada si fa difficile e il rischio e’ che le conseguenze siano imprevedibili.
Continuare a parlare di fascismo in questo paese e’ anacronistico, far sfilare cortei dell’A.N.P.I assieme alla CGIL una forzatura …quanti partigiani vivi ci saranno ancora ?
Quanti in grado di sfilare in un corteo? Quanti fascisti quelli veri vivi saranno rimasti in questo Paese ?
Mentre il comunismo nelle sue manifestazioni dittatoriali e’ presente in una decina di Paesi nel mondo con massacri persecuzioni e negazione delle liberta’ tutt’ora perpetrate, e dittature religiose costellano ed hanno costellato il mondo musulmano, per nostra fortuna in Europa in Italia ed in tutto l’occidente non esiste piu’ il fascismo ma esistono destre e sinistre che si fronteggiano e si contestano.
La civilta’ la democrazia e’ liberta’ nel dissenso dove finisce questa liberta’ finisce la democrazia..non facciamo che sia cosi’ rispettiamo i nostri interlocutori abbandoniamo l’odio a pro del dialogo facciamo questo sforzo anche per i nostri figli.
Leggi anche:
