Io non so come si possa stare a perdere tempo, dietro alle fantasie di Emanuele Filiberto e di suo padre che cercano di farci credere che sarebbe di un qualche rilievo, per l’emancipazione femminile, nominare la figlia erede al defunto trono d’Italia.
L’Italia era una monarchia costituzionale c’era una costituzione, meno rigida dell’attuale, che era lo statuto Albertino.
Tale statuto prevedeva delle regole.
Se tornasse il re sarebbe giusto legiferare per adeguare. Ma sinceramente oggi il problema non si pone neanche, visto che addirittura Emanuele Filiberto arriva a dire che “dal 1946 l’Italia è una Repubblica, quindi lo statuto Albertino è stato annullato, oggi le regole di famiglia sono gestite esclusivamente, dato che non c’è la monarchia costituzionale, e possono essere cambiate senza nessun problema in “motu proprio” dal Capo di casa”. Dunque se lui stesso ammette che la monarchia ha perso il tipo di valore istituzionale e tradizionale, getta definitivamente la spugna ammettendo implicitamente di parlare del nulla. Una monarchia idealmente esiste se preserva tutto il complesso sistema che rappresentava.
Che cosa cambierebbe per le donne italiane nella realtà quotidiana se tale cambiamento fosse legittimo ?
È una una la donna che dobbiamo incoronare per cambiare le sorti del paese, una donna che dobbiamo legittimare per dare un segnale storico a quella che era una terra rossa come l’ Emilia – Romagna e per far sì che questo governo non possa più non prendere atto di essere supportato da un parlamento che non corrisponde più a quello che è il paese reale.
I cambiamenti concreti si fanno con risposte concrete a problemi correnti.
Il problema era ed è la sedimentazione del potere che ha impedito l’alternanza democratica nelle regioni rosse.
Il problema è un paese in cui gli italiani non si riconoscono più e non c’è difesa nel dire che non è giusto votare in un modo per mandare a casa il governo in elezioni locali, perché la responsabilità di ciò nasce dal fatto che si sapeva di violentare la coscienza degli italiani non facendoli andare al voto.
Quindi qualsiasi reazione dei cittadini all’usurpazione di un diritto sovrano ricade come responsabilità sulla coscienza dei governanti.
Quando le alte corti non riescono più ad individuare l’importanza del paese reale e della gente si disgrega quel poco di istituzioni che era ancora unito al popolo.
Oggi la vera notizia,degna dell’attenzione di milioni di persone sarebbe vedere Lucia Borgonzoni Presidente di un Emilia Romagna che volta dopo quarantanove anni pagina, in un Italia che torna alle urne per darsi un governo sovrano e voluto dalle persone.