LA SICUREZZA E’ IL PECCATO ORIGINALE DELLA SINISTRA FIORENTINA

LA SICUREZZA E’ IL PECCATO ORIGINALE DELLA SINISTRA FIORENTINA

Oggi la sicurezza a Firenze, è gestita tra comitati di vicinato e una realtà che bussa alla porta e rende evidente un problema di degrado che appare quasi inarrestabile.

L’assessore Giorgio ha presentato
l’iniziativa sui comitati di vicinato a Novoli che si inserisce in un clima politico che, negli ultimi mesi, ha visto oggettivamente la Giunta di Firenze in difficoltà sul tema sicurezza che ha moltiplicato iniziative e attivismo sul tema non sempre all’altezza delle situazioni come ultima tra le tante la proposta del Sindaco Funaro della creazione della figura del Night Mabager che nelle intenzioni avrebbe dovuto rendere la movida più sicura per turisti e cittadini

Queste inizistive stanno a dimostrare essenzialmente il tentativo di un cambio di passo che, per molti osservatori, arriva dopo anni dalla sinistra cittadina e solo dopo che ha teso a ridimensionare il problema. La frase dell’ex sindaco Dario Nardella sulla sicurezza come questione prevalentemente “percettiva” è rimasta impressa nel dibattito pubblico.

Oggi la narrazione sembra mutata piùper un dato di fatto che per reale convinziine. Ed ecco perché anche la nascita di un comitato di vicinato viene presentata come risposta concreta al disagio crescente

Sinceramente è una Lodevole iniziativa nelle intenzioni, ma è comunque un’iniziativa che si colloca però entro limiti ben precisi e di perse non sufficienti. Gli studi internazionali sui programmi di neighbourhood watch indicano che tali strumenti possono contribuire a migliorare la percezione di sicurezza e rafforzare la coesione sociale, favorendo una più rapida segnalazione di situazioni sospette alle forze dell’ordine. In alcuni casi si registra anche una moderata riduzione dei reati predatori.

Ma non si tratta di una soluzione strutturale. L’efficacia dipende da partecipazione costante, coordinamento con le istituzioni e chiarezza di ruoli. Senza questi elementi, il rischio è che il comitato resti un simbolo più che uno strumento incisivo

Non sostituisce la presenza delle forze dell’ordine, non interviene sulle cause profonde del degrado, non incide direttamente sui meccanismi sanzionatori. È un tassello, non la risposta definitiva.
Nel frattempo, la cronaca restituisce un quadro che va oltre la semplice “percezione”. L’aggressione dell’anziano in Piazza Tasso, culminata con l’intervento dei Arma dei Carabinieri e l’arresto di un uomo di 48 anni di origini congolesi, rappresenta un fatto concreto, con una vittima reale e militari colpiti durante il servizio.

È difficile derubricare episodi del genere a sensazioni soggettive o narrazioni amplificate

Secondo quanto riportato dalle cronache, l’aggressore sarebbe già tornato a piede libero con il solo obbligo di firma. Una decisione che rientra nelle valutazioni dell’autorità giudiziaria, ma che inevitabilmente alimenta nel cittadino comune la percezione di una risposta non proporzionata alla gravità dei fatti. È qui che il dibattito si sposta dal piano simbolico a quello normativo.

Se la sinistra fiorentina ha iniziato a riconoscere l’esistenza di un problema sicurezza, resta da capire se sia pronta a sostenere strumenti più incisivi anche a livello nazionale. Il confronto parlamentare sul cosiddetto decreto sicurezza e sulle proposte che prevedono, in casi specifici, il trattenimento nei centri di permanenza per il rimpatrio in attesa delle procedure di espulsione sarà un banco di prova politico

L’auspicio è che non prevalga un ostruzionismo ideologico, ma una valutazione pragmatica dell’efficacia delle misure.

Il punto resta uno: finché a episodi violenti non seguiranno conseguenze percepite come certe e tempestive, il rischio è che si consolidi un senso di impunità capace di alimentare nuovi fatti come quello di Piazza Tasso. I comitati di vicinato possono contribuire a rafforzare il tessuto sociale, ma senza un quadro normativo chiaro e strumenti adeguati rischiano di restare iniziative di facciata.

La speranza è che, dopo aver superato la stagione della negazione del problema, l’amministrazione e l’area politica che la sostiene prendano piena consapevolezza anche della gravità della situazione e dei mezzi necessari per affrontarla in modo strutturale, andando oltre la comunicazione e intervenendo con scelte coerenti e incisive

La speranza è che adesso anche in Parlamento la sinistra possa contribuire al varo delle nuove norme sulla sicurezza allo studio in questi giorni.
Norme che sono improntate proprio a dare un indicazione di indirizzo nella direzione della certezza delle pene, nella rapidità di esecuzione delle stesse e nel cambio di paradigma che finalmente prenda in considerazione il ruolo preventivo che hanno almeno nelle intenzioni queste norme.

La sicurezza in ogni luogo e ad ogni ora è fondamentale alla libera convivenza e alla prosperità dei cittadini.

 

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