Troppo mascolina. Poco avvenente. E quindi è poco credibile che sia stata stuprata, più probabile che si sia inventata tutto. Tre giudici donne della Corte d’Appello di Ancona hanno scelto, così, di assolvere due giovani condannati in primo grado a cinque e tre anni per violenza sessuale. Il verdetto è stato, comunque, annullato con rinvio dalla Cassazione, come richiesto dal procuratore generale che ne ha evidenziate alcune incongruenze e vizi di legittimità.

Tra le motivazioni della sentenza le giudici scrivono che all’imputato principale “la ragazza neppure piaceva, tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo ‘Vikingo’ con allusione a una personalità tutt’altro che femminile quanto piuttosto mascolina, come la fotografia presente nel fascicolo processuale appare”.
 

Il presunto episodio di violenza sarebbe avvenuto nel marzo 2015 mentre il processo di primo grado il 6 luglio 2016. Esito del primo processo: la condanna di uno dei due violentatori, quello che ha avuto i rapporti con la ragazza, a cinque anni, e il suo amico che ha fatto da palo a tre. Gli imputati hanno fatto ricorso e la Corte d’Appello ha dato loro ragione assolvendoli.