La prospettive della Banca Cambiano 1884
La Banca Cambiano 1884, la più antica banca di credito cooperativo operante in Italia (trasformatasi in S.p.A. nel 2017 tramite la storica operazione di way out), sta vivendo un momento di discontinuità radicale.
Dopo oltre un quarto di secolo di gestione stabile, l’istituto ha avviato un ricambio totale della sua governance
Per 26 anni, la Banca di Cambiano è stata identificata con due nomi: Paolo Regini (Presidente) e Francesco Bosio (Direttore Generale). Sotto la loro guida, la banca è passata da una dimensione locale (8 filiali e 450 milioni di depositi nel 1999) a una realtà regionale e oltre, con 44 sportelli e circa 4 miliardi di depositi.
Tuttavia, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, questo ciclo si è interrotto bruscamente
Un’ispezione della Banca d’Italia condotta nel 2025, pur confermando la solidità patrimoniale dell’istituto, ha rilevato la necessità di una forte “discontinuità gestionale”. Le osservazioni riguardavano una governance ritenuta troppo statica e legata a logiche territoriali non più in linea con i rigidi criteri di trasparenza e strategia richiesti a una S.p.A. moderna. In seguito a tali rilievi, si sono dimesse figure chiave, tra cui tre amministratori e l’intero collegio sindacale.
Il Direttore Generale Francesco Bosio ha rassegnato le dimissioni a dicembre 2025, mentre il Presidente Paolo Regini ha annunciato che passerà la mano definitivamente entro maggio 2026
Attualmente, la banca è in una fase di gestione tecnica per garantire la continuità operativa. Il ruolo di Direttore Generale è stato affidato come reggente a Federica Paoletti, affiancata dal vice Bruno Chiecchio. L’assemblea dei soci ha già provveduto a nominare nuovi consiglieri e un nuovo collegio sindacale, inserendo profili tecnici per rispondere alle richieste di via Nazionale.
Ma la notizia più rilevante per il futuro della Cambiano riguarda l’assetto proprietario
Fino ad oggi, il controllo è rimasto saldamente nelle mani dell’Ente Cambiano scpa (la ex BCC). Tuttavia, il presidente Regini ha recentemente confermato che la banca è pronta ad aprirsi a un nuovo socio privato.
”I tempi cambiano e dobbiamo introdurre elementi di innovazione. L’arrivo di un socio privato è una grandissima novità che porterà nuove risorse e visibilità sul mercato” ha di recente affermato Regini.
Quali sono le attuali prospettive dell’istituto di credito?
ll nuovo partner avrà il compito di accelerare la digitalizzazione dei servizi, riducendo il gap con i grandi gruppi nazionali
La sfida sarà far coesistere l’ingresso di capitali esterni con la missione storica della banca. Non chiudere sportelli e non “desertificare” i territori toscani, a differenza di quanto stanno facendo i player più grandi, ma rimanere presenti nei territori storici della banca.
Nonostante l’ingresso di nuovi soci, l’obiettivo dichiarato è mantenere l’autonomia decisionale che ha permesso alla Cambiano di essere l’unica BCC a percorrere con successo la strada della trasformazione in S.p.A. indipendente
L’assemblea dei soci fissata in primavera segnerà l’uscita definitiva della vecchia guardia e, molto probabilmente, l’ufficializzazione del nuovo assetto con il partner privato.
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