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Home L'Editoriale

La morte di un Occidente senza fede né eredi

di Alessandro Scipioni
9 Aprile 2026
In L'Editoriale
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Demografia
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La morte di un Occidente senza fede né eredi

Sono rimasto basito guardando una foto di famiglia scattata a metà degli anni Ottanta. Al centro mia bisnonna, circondata dai suoi sette figli e dai primi nipoti. Da quei sette figli nacquero diciotto nipoti, e da loro trentasette bisnipoti.

Una quercia robusta, solida, piena di vita

Noi, i bisnipoti, abbiamo messo al mondo appena nove bambini. Nove. Siamo passati da trentasette a nove in una generazione sola. Un calo di circa il 75%.
Una vera e propria sentenza di morte.
Questa non è la tragedia di una famiglia.

Questo è il ritratto impietoso di una società che ha smesso di meritare il nome di civiltà

È un cumulo di individui egoisti, narcisisti, chiusi nel culto esclusivo di se stessi. I valori dell’Occidente contemporaneo risultano inconsistenti . Al posto dell’empatia verso chi ci sta accanto, domina l’imperativo ossessivo di realizzare se stessi.

Al giovane non si insegna più a mettere le proprie competenze al servizio del Paese, a costruire qualcosa di duraturo

Gli si suggerisce di studiare per ottenere una bella macchina, abiti firmati, vacanze da esibire. Patria, identità culturale, continuità generazionale?

Reliquie di un’epoca superata

Possiamo approvare tutte le leggi demografiche che vogliamo,assegni familiari, congedi parentali, bonus bebè, asili gratuiti , ma in una società intrisa di egoismo resteranno misure inutili.

Perché semplicemente ai giovani non interessa fare figli non è che non gli convenga. E non gli interessa perché gli abbiamo insegnato che non c’è niente più importante di loro stessi.

Hanno assorbito l’egoismo della società dei consumi che gli abbiamo tramandato .
In Italia, secondo i dati Istat del 2025, le nascite sono precipitate a 355 mila, in calo del 3,9% rispetto all’anno precedente

Il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, il livello più basso di sempre. In Europa la media UE si attesta intorno a 1,34. Siamo drammaticamente sotto il livello di sostituzione da decenni, e il declino accelera.

Giulio Meotti ha colto nel segno da tempo affermando che le società meno religiose sono quelle che generano meno figli

L’assenza di fede è il fattore decisivo. Non ci attrae più il matrimonio stabile, non ci attrae più la famiglia numerosa. Viviamo nella convinzione che dopo la morte non ci sia nulla. L’esistenza si riduce a inseguire la felicità terrena con ciò che si possiede qui e ora.

Che si abbia fede o non la si abbia è palese che così gli italiani si estingueranno

Un tempo esisteva una società di parrocchie e famiglie estese. I valori cristiani ,o comunque trascendenti,tessevano una rete di protezione, di mutuo soccorso, di dovere verso le generazioni future.

Oggi prevalgono masse di individui atomizzati e spesso depressi, connessi solo attraverso la retei

È scomparso il senso di continuità generazionale. Senza trascendenza, perché investire tempo, energie e rinunce in figli in un mondo precario, costoso e privo di significato?

Il risultato è evidente.
Pochi giovani, troppi anziani. Una società di anziani non ha prospettive a lungo termine. Pensa più alle pensioni che all’istruzione dei giovani, mentre la spesa sanitaria diventa insostenibile e ogni investimento in una visione di lungo periodo sfugge alla loro priorità immediata.

Lo Stato che invecchia rapidamente, per non collassare, si affida all’immigrazione

Una non soluzione che non colma il vuoto culturale di fondo. Non si tratta solo di numeri, ma di chi vogliamo che sia il futuro dell’Italia.Se vogliamo che ci sia ancora un’Italia.

La mia bisnonna aveva una fede semplice, un senso profondo del dovere verso la vita e verso la comunità. Ha cresciuto sette figli in tempi infinitamente più duri dei nostri.

Noi, circondati da benessere, tecnologie e libertà senza precedenti, abbiamo scelto di affidarci al nulla.

Noi che abbiamo avuto tutto dalla vita, non abbiamo investito nella vita

Non è una questione di risorse economiche. È una questione valoriale.

Finché non ritroveremo un orizzonte che vada oltre l’edonismo materialista e la secolarizzazione radicale, ogni politica demografica sarà un sogno utopico o poco di più.

L’Occidente sta intraprendendo consapevolmente e liberamente il sentiero che porta verso l’estinzione.

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Tags: BAMBINICulleIMMIGRATIIN EVIDENZAINVERNO DEMOGRAFICO
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