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LA DOPPIA MORALE DELLA SINISTRA

di Lorenzo Pucci Sassetti Vanzini
10 Febbraio 2026
In RIFLESSIONE
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LA DOPPIA MORALE DELLA SINISTRA
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LA DOPPIA MORALE DELLA SINISTRA
La sfuriata della Consigliera comunale di Fratelli d’Italia nel Comune di Calenzano, Monica Castro, in uno degli ultimi consigli comunali cittadini ha fatto il giro del web dopo che il giornalista Andrea Scanzi in un suo (discutibile) intervento l’ha messa ingenerosamente alla berlina sottolineandone una presunta mancanza di sensibilità e una altrettanto presunta allergia alla lingua italiana.

La questione è stata poi ripresa dalla stampa nazionale con qualche indignato in servizio permanente che si è subito affrettato a chiedere le dimissioni della Castro o addirittura tirando in ballo Giorgia Meloni

Ciò in quanto la Consigliera Castro in un intervento nel consiglio comunale di Calenzano nel fiorentino, ha stigmatizzato, con parole dure e un po’ sconclusionate, l’intenzione dell’amministrazione locale avviare un Patto di Amicizia tra lo stesso Comune e il Governatorato di Jenin, città palestinese, nota alle cronache quale rifugio per diversi terroristi mischiati con i tanti profughi.

La consigliera sostanzialmente ha denunciato la propensione dell’Amministrazione verso questioni de tutto estranee al contesto cittadino per andare a discutere di materie aventi a che fare con la geopolitica internazionale, di cui lei, con estrema umiltà, si dichiara del tutto incompetente

Certo lo ha detto con espressioni tutt’altro che forbite e molto dirette nonché con parole assai discutibili che qualcuno ha voluto leggere come offensive rispetto al popolo palestinese e alla sua sofferenza.
Non si conoscono le reali intenzioni della consigliera “incrimiata” nè tantomeno il suo punto di vista sul conflitto israelo-palestinese.
Dalle sue parole non emerge alcun indizio specifico in materia, tanto che appunto lei stessa dichiara di essere incompetente a trattare la materia e di non sapere nemmeno dove sia la Palestina (evidente iperbole, e non ignoranza geografica come qualcuno ha malignato).

Che poi, si possa dissentire dalla forma utilizzata, è del tutto lecito e, nel caso di specie, condivisibile; ma riguardo la sostanza del suo argomentare, sono da evidenziarsi due considerazioni

La prima è che il messaggio lanciato non era ostile ai palestinesi ma mirava ad attaccare una Amministrazione che propone gemellaggi con città straniere e con evidenti disagi la cui esecuzione esaurisce la propria funzione sul piano simbolico senza portare alcun beneficio alla città (da questo, il riferimento all’Austria).
La Castro non senza ragione ha infatti sottolineato di essere stata eletta per parlare delle problematiche del Comune in questione non di questioni di sesto grado superiore.

La seconda questione sollevata dalla creativa consigliera è la tradizionale tendenza della sinistra a strumentalizzare ogni tragedia umana per fini ignoti, impegnando i Consigli Comunali su questioni del tutto estranee alle loro potestà decisionali

Due aspetti che potevano essere espressi in modo migliore senza dubbio, ma che non perdono validità solo per difetto di forma.
Mi direte: in politica “la forma è sostanza”, ed è vero; ma la vera domanda è possiamo sic et simpliciter “possiamo buttare via il bambino con l’acqua sporca?”

Perché, al netto della figuraccia fatta a livello nazionale da Fratelli d’Italia, per la quale il partito deciderà se e cosa fare il punto reale è un altro: l’attenzione selettiva di una certa sinistra riguardo ai disastri altrui rispetto ai propri non meno imbarazzanti, sebbene formamente meno “ruspanti” che vengono costantemente obliati

Prova ne sia la censura smaccata e vergognosa di Italo Bocchino in Regione Toscana dove si celebrerà un evento in ricordo di martiri delle Foibe. Ma questo evento – per decisione dell’Autorità governante – si terrà a porte chiuse con esclusione della cittadinanza rispetto a un tema così importante.
La motivazione ufficiale è che non si voleva trasformare l’evento in una cosa “di parte”. E qui viene da ridere, anche se ci sarebbe da piangere.

Lorsignori, che hanno avuto buon gioco nell’impiccare metaforicamente Monica Castro, dovrebbero spiegare come sia possibile che una tragedia nazionale diventi evento di parte solo per la partecipazione di un giornalista ed ex parlamentare di area centrodestra

Quale recondito percorso logico hanno seguito questi Soloni del bon ton nel partorire una tale sciagurata idea censurando un ospite competente e stimato in ragione del proprio pensiero politico?

Quali le motivazioni per giustificare una simile ipocrisia?

Sarà forse perchè ancora alberga nella mente di qualcuno il retropensiero per cui, in fondo, il massacro delle Foibe è stata la logica e legittima conseguenza dell’invasione italiana della Jugoslavia nel 1941? Perché questa tesi gira ampiamente e non solo negli ambienti del centro sociale cittadino CPA che in questi giorni come tutti gli anni espone la bandiera titina senza mai subire alcuna censura da parte della sinistra istituzionale.
Possibile dunque che la sola presenza di Bocchino avrebbe dato un taglio di parzialità a un evento in Regione? O non è che magari una narrazione contrastante a quella che per decenni ha dominato esplicitamente la ricostruzione sulla tragedia delle Foibe è un qualcosa che certa sinistra non vuole proprio sentire né, soprattutto, far sentire?

Senza voler fare i processi alle intenzioni, non può scordarsi che una parte della sinistra considera l’organizzazione terroristica di Hamas come Resistenza, quindi, figuriamoci quale adorazione continuano ad avere per Tito celebrato tutt’ora nel pantheon dei partigiani doc

E allora, sorge un dubbio, è più grave la figuraccia rimediata da Monica Castro nel Comune di Calenzano, o la cattiveria e la falsita di certe ricostruzioni storiche con la conseguenti decisioni politiche?
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Tags: CastroIN EVIDENZAMoralePOLITICAMENTE CORRETTOSINISTRA
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