La Domenica dell’Arte

La Domenica dell’Arte

Per questo appuntamento ammiriamo “Il Custode del Tempo” di Sasha Sinevir, un disegno che apre davanti ai nostri occhi un meccanismo di ruote dentate, assi e ingranaggi, sormontato dalla scritta “NEWORKER”.

Al suo interno lavora un vecchio signore dalla lunga chioma e dalla folta barba

La figura richiama un antico sapiente, con qualcosa di leonardesco nell’aspetto e nel rapporto con la macchina.
A colpire è soprattutto la gestualità, le sue mani raccolgono e accompagnano lunghi fili con paziente attenzione.

Il Custode appare assorto in un lavoro delicato, nel quale la forza serve a poco

L’Artista ci consegna anche la chiave di questa immagine e ci spiega che ogni capello, ogni pelo della barba e dei baffi rappresenta una vita umana.
I fili si muovono, si intrecciano, si incontrano, si separano e talvolta finiscono tra i denti degli ingranaggi.
È allora che il Custode interviene, sciogliendo i nodi, liberando ciò che è rimasto impigliato, e permettendo al movimento di riprendere.

L’idea più intensa dell’opera è proprio questa pazienza rivolta a ogni singola vita

Nel racconto di Sasha Sinevir, un filo impigliato può corrispondere a un evento, a un incontro, a un’emozione o a un ricordo.

Ci sono esperienze capaci di trattenerci a lungo. Minuti che non passano mai e anni che sembrano consumarsi in un pomeriggio. Lo sappiamo bene quando aspettiamo una risposta, quando salutiamo qualcuno, quando un ricordo lontano torna con una precisione che ci sorprende.

Gli orologi misurano tutto con la stessa indifferenza

Noi, invece, diamo a ogni istante del nostro tempo un peso diverso.
Talvolta continuiamo a svolgere le nostre giornate anche se una parte di noi resta ferma lì, intorno a una frase pronunciata, a un volto, a qualcosa che deve ancora trovare il proprio posto.

Guardando il Custode, viene da pensare a quanto possa essere difficile sciogliere un nodo senza spezzare il filo

Occorre avvicinarsi, capire dove si è stretto, allentarlo poco alla volta. Il disegno dà forma a questa attenzione e la colloca al centro del movimento dell’Universo.
Anche i colori contribuiscono al racconto, il fondo caldo accoglie riflessi d’oro e d’argento, accensioni arancioni e piccoli passaggi di verde e azzurro.

Le superfici tutte sembrano attraversate da una luce che rende prezioso il meccanismo

Intorno compaiono una libellula e forme leggere simili a foglie o ali, mentre in basso corre un motivo ondulato che ricordano le onde del mare.
Lo sguardo passa dalla robustezza delle ruote alla fragilità di queste presenze.

La macchina finisce così per assomigliare a un organismo abitato, ogni elemento partecipa a un equilibrio che il vecchio continua a custodire con le proprie mani

Una domanda rimane aperta: forse il tempo corre, rallenta o sembra fermarsi proprio perché c’è un Custode impegnato a districare le nostre esistenze?
Chissà.

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