La coscienza sporca del PD sul reddito di cittadinanza

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La coscienza sporca del PD sul reddito di cittadinanza. Che ormai l’incoerenza sia un tratto distintivo della classe dirigente del Partito Democratico, questo non stupisce più nessuno.

Ci si può eventualmente indignare, per il fatto che, anche nell’incoerenza si dovrebbe rispettare l’intelligenza delle persone. Ed oggettivamente il Partito Democratico in questo difetta.

Travaglio

Ieri, in un interessante editoriale, il direttore del Fatto Quotidiano, ha ribadito che il Partito Democratico si dichiarava un convinto nemico del reddito di cittadinanza. E non solo la parte più moderata e liberale del PD. Ma paradossalmente era proprio quella parte che sostiene  oggi la neo segretaria Schlein.

Ora sono diventati addirittura i peggiori nemici anche di qualsiasi tentativo di razionalizzazione.

Adesso magari sensibili a quell’ elettorato, estremamente riconoscente per il sussidio di Stato, i dirigenti dem, vogliono passare come i migliori amici di detto sussidio.

Eppur dissero

Susanna Camusso chiedeva che le risorse del reddito di cittadinanza venissero utilizzate per creare lavoro.

Zingaretti diceva che nessuno sapesse cosa fosse. Mentre ancora più dura fu  Boccia che lo definiva una grande sciocchezza che avrebbe aumentato solo il lavoro in nero.

Ma oggi Guai a provare a ricordare, l’incoerenza dei dirigenti del Partito Democratico.

Un partito senza linea

Quello che giustamente sottolinea Marco Travaglio nel suo editoriale, è che mancano le scuse. Il Partito Democratico potrebbe benissimo cambiare linea. Ancora di più un esponente potrebbe benissimo ammettere di essersi sbagliato.

Ma il tutto partirebbe proprio dall’ammissione di un errore. Invece il PD non è neanche in grado di fare questa ammissione. Semplicemente perché è la cosa più difficile in un partito, che negli anni ha dimostrato di non sapere tenere una linea coerente di massima. E il tutto perché c’è alla base un grave problema di mancanza di una vera e propria cultura di riferimento. A chi vuole rivolgersi il Partito Democratico oggi ?Agli operai? Agli imprenditori? Vuole cercare l’armonia sociale?

Sembra che, salvo le tirate infinite sui diritti civili, l’adesione ad una cultura ambientalista, ci sia sostanzialmente un caos totale sulle politiche economiche. Il rischio di rincorrere l’estrema sinistra su questo, ed un costante conflitto interno su tutto il resto. Sembra più che il PD si tenga in piedi come partito di Palazzo, che come partito di discussione. Come apparato di potere che come luogo di confronto.

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