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Home RIFLESSIONE

La convegnite è una malattia della politica

di Massimo Mattei
24 Febbraio 2026
In RIFLESSIONE
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Dalla Leopolda al Trentino
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La convegnite è una malattia della politica.

Un tempo c’erano i partiti e le ideologie e l’intellettuale collettivo dava linea. Poi con la trasformazione della politica in un fenomeno pop tutto è cambiato.

Già se ne vedevano le avvisaglie nei congressi socialisti degli anni settanta: la piramide pansechiana con annessi nani e ballerine sostituirono le mozioni fumose e ideologiche che avevano caratterizzato il Novecento politico

Poi arrivarono le convention berlusconiane della post Milano da bere e del nuovo miracolo italiano. Anche lì attricette, mondo televisivo, cantanti da pochi successi, poca politica e tanti collegamenti con i tg.

Renzi con la Leopolda dette una patina di seriosità e di tecnologie social alla comunicazione politica

Culto del capo e tavoli tematici da dove va detto sono partite però alcune leggi che hanno caratterizzato gli anni del governo renziano. Un capo onnipresente un po’ Carlo Conti un po’ Kim il Sung che decideva tempi e temi della kermesse. Che decideva fortune e damnatio memoriae.

Comunque una cosa seria la Leopolda che assieme al meeting di Rimini per anni ha dettato l’agenda della politica italiana

Nessun congresso di partito ormai, considerati uno stanco retaggio del passato. Poche primarie, che son difficilmente controllabili. Poca politica e tanto spettacolo ed ecco che arrivano le one man show dei vari politici che tentano così di accreditarsi nel vuoto pneumatico della politica attuale.

A livello locale e nazionale

In questo contesto si inserisce la Manifattura delle idee nardelliana che vedrà la luce il prossimo fine settimana a Firenze. Anche lì in un luogo recuperato grazie a Dio con meno polemiche del vicino teatro comunale. Senza cubi neri e senza indagini della Magistratura.
Tavoli tematici pure lì, categorie economiche.

Politici nazionali a fare da testimonial, magistrati che in questo momento non guastano mai e pranzi conviviali

Una Leopolda omeopatica alla quale comunque auguriamo il meglio. Ce n’era bisogno? Non lo sappiamo. C’è. E tanto basta.

Ma quanto rimpiangiamo un intervento di Forlani ad uno dei qualsiasi congressi della Democrazia cristiana?

Anche senza il buffet vegano e politicamente corretto che sicuramente allieterà il pubblico nell’ora più attesa. Come sempre quella del pranzo.

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Tags: ConvegnoFIRENZEPOLITICAPRIMO PIANOSINISTRA
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