La bandiera dell’Unione Europea ammainata

Sempre più sindaci, consiglieri e deputati, da Roma alla Toscana, alla Liguria rimuovono la bandiera Ue compiendo un gesto simbolico ed eloquente

Bandiera

La bandiera europea sta sparendo, oltre che dai cuori degli italiani anche dagli uffici istituzionali.
Da Montecitorio al Comune di Grosseto, passando per la Liguria.

Tra i primi ieri è stato il deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati l’ha rimossa dal proprio studio a Montecitorio.

Rampelli, munito di mascherina e guanti bianchi si è autoimmortalato in un video, poi postato su Facebook mentre rimuove la bandiera blu dell’Unione Europea e issa il Tricolore italiano.

Un atto di protesta nei confronti della Ue dopo l’esito negativo del Consiglio Europeo che ha negato i Coronabond e la mutualizzazione del debito agli Stati come l’Italia più duramente colpiti dal coronavirus.
Un gesto contro Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea e Christine Lagarde, presidente della Bce, che con le sue dichiarazioni, definite una gaffe qualche settimana fa ha creato panico sui mercati.

Forse ci vediamo dopo. Forse

Queste le poche ma incisive parole pronunciate da Rampelli nel video mentre ripiega la bandiera blu e pone al suo posto, nell’ufficio di presidenza, il Tricolore.

Il Tricolore oggi sventola da solo al Comune di Grosseto


La bandiera blu stellata dell’Unione Europea non sventola più nemmeno sui pennoni del municipio di Grosseto.
In segno di protesta è stata tolta questa mattina dal sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, quota Forza Italia.
Io credo nell’Europa, in un’Europa unita, solidale e che si prenda cura dei suoi figli-fondatori. Come Sindaco ho sempre creduto fermamente in questa nobile Istituzione. Oggi in un momento in cui l’Italia crolla sotto la maledizione del Covid-19 mi sento profondamente abbandonato da questa Europa che non dà risposte, che non ci viene incontro e che sembra ignorare il problema nel quale il Paese Italia sia sprofondato oggi“.

Come atto di protesta simbolico ripiego delicatamente la Bandiera Europea, sempre con alto rispetto istituzionale, in attesa di un futuro migliore in cui nuovamente mi sentirò parte integrante di questa Comunità che ad oggi mi ha profondamente deluso nella gestione dell’emergenza COVID19. Oltre al gravissimo problema sanitario si parla del 70% del tessuto produttivo nazionale che non rialzerà la testa. Un danno congiunturale apocalittico.
Ora è il momento dell’Europa. Ora deve essere il momento dell’intervento massiccio dell’Europa. Osserverò alle ore 12 un minuto di silenzio per le vittime del Covid19 con Bandiera Italiana a lutto nella speranza di poter presto issare nuovamente la Bandiera Europea“.

Via anche a Prato

Via la bandiera europea anche ad Usella, Val di Bisenzio. È stata tolta dall’imprenditore Riccardo Matteini al timone del Gruppo Colle una tintoria che è l’azienda più strutturata nel distretto, dà lavoro a 160 addetti. Le bandiere sono il simbolo dell’identità della storia di un popolo, ma è in quella europea che Matteini sembra non riconoscersi più.

«Per il momento mi autosospendo dall’essere cittadino europeo».


Altri epigoni

Questo gesto ormai si sta ripetendo in sempre più contesti, anche a Genova Gianni Berrino, assessore regionale a Turismo, Trasporti e Lavoro, nonché consigliere comunale a Palazzo Bellevue nelle fila di Fratelli d’Italia, ha provveduto a rimuoverla in un video, postato sul suo profilo Facebook, che lo ritrae mentre ammaina la bandiera dell’Europa, esposta all’interno del suo ufficio nel Palazzo della Regione in piazza De Ferraris.

La rimetteremo al suo posto appena l’Europa rimetterà l’Italia e gli Italiani al centro dell’Europa“. 

Sempre in Liguria la bandiera blu dell’Unione Europea non sventola più sui pennoni del Municipio di Limone Piemonte ammainata questa mattina dal sindaco Massimo Riberi in segno di protesta

Al contrario Prodi invita ad esporla

Sulle colonne del Messaggero Romano Prodi, sanciva giorni fa la lontananza della sinistra dal sentimento italiano.

Credo proprio (e vi prego di perdonare questa per me inusuale espressione retorica) che occorra qualcosa che riscaldi il cuore e che ci faccia anche visibilmente capire che l’Unione Europea è il nostro destino e non l’oggetto di piccoli disegni politici.
Mi piacerebbe quindi che il 21 marzo noi tutti, nel nostro e negli altri Paesi dell’Unione, esponessimo dalle nostre finestre e sventolassimo nelle nostre strade e nelle nostre piazze milioni e milioni di bandiere europee.
Penso al 21 marzo perché quel giorno deve simbolicamente richiamare il primo giorno della primavera europea e perché ci ricorda San Benedetto, che non solo è il patrono d’Europa ma che, nel secolo più buio del disfacimento dell’impero romano, ha fatto appello ai nostri valori comuni per ricostruire l’anima e la stessa economia dell’Europa di allora.
Per scaldare i nostri cuori abbiamo anche bisogno di simboli: la bandiera è il simbolo più comprensibile e immediato che noi possediamo.”

In un momento nel quale l’Europa è quanto mai lontana dal popolo italiano, ci stupiamo, ma nemmeno tanto, della mancanza di contatto con la società degli esponenti della sinistra e di quello che in pectore si vorrebbe fosse il prossimo Presidente delle Repubblica. Sì quello che osannava il metodo Ursula, con la quale la von der Leyen fu eletta grazie ai voti determinanti del Pse e del M5s.

Si é visto poi che grande riconoscenza ha dimostrato quella signora agli elettori italiani, con buona pace degli europeisti convinti.

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