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Home Economia

Italia, la forza della stabilità, un triennio di crescita oltre le crisi

di Silvia Castellani
11 Maggio 2026
In Economia
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mercati finanziari
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Italia, la forza della stabilità, un triennio di crescita oltre le crisi

In un panorama internazionale segnato da venti protezionistici, dazi e incertezze geopolitiche, l’economia italiana sta dimostrando una resilienza che va oltre le aspettative. I dati del triennio 2022-2025 delineano il profilo di un Paese che non solo “tiene”, ma cresce con una solidità che ci pone ai vertici delle grandi economie mondiali.

Una crescita reale e conti in ordine

Il dato più significativo è quello del Prodotto Interno Lordo (PIL) reale, cresciuto nel triennio del 2,3%. Non è solo una questione di numeri, ma di posizionamento. Nel confronto con il G7, l’Italia è quinta per crescita, staccando partner storici come Germania e Giappone. Questo risultato è ancora più rilevante se si considera il fardello energetico.

Paghiamo l’elettricità mediamente 85,9 €/MWh, contro i circa 60 € di Francia, Germania e Spagna

La vera svolta appare però sul fronte della finanza pubblica. La strategia di “messa in sicurezza” dei conti ha portato il saldo primario dal -4,2% del 2022 a un attivo dello 0,5% nel 2025. Siamo i primi nel G7 per questo indicatore di virtuosità. A sostenere questa traiettoria è stato anche un recupero record dell’evasione fiscale, che ha superato i 100 miliardi di euro dal 2023 ad oggi.

Export e Turismo. I motori del Made in Italy

L’export italiano conferma la sua vocazione globale. Nonostante il rallentamento degli scambi mondiali, le nostre vendite all’estero sono cresciute del 2,7% nel triennio. Particolarmente brillante è la performance verso gli Stati Uniti (+7,2% nel 2025), dove la diversificazione della nostra offerta ci permette di reggere meglio rispetto alla flessione tedesca (-8,9%). Oggi l’Italia siede stabilmente al quarto posto tra i grandi esportatori mondiali, affiancando il Giappone.

Parallelamente, il turismo vive una stagione d’oro. Gli arrivi stranieri sono aumentati del 16,8%, ma è il dato sulla spesa a impressionare. +43,4% rispetto al 2022. L’Italia è oggi la prima meta in Europa per attrattività negli investimenti alberghieri, con un punteggio di 4,2 su 5.

Innovazione e Lavoro, le basi del futuro

Se il presente è solido, il futuro si costruisce nei settori ad alto valore aggiunto. L’aerospazio è diventato una vera frontiera industriale italiana. Il fatturato della filiera aeronautica è passato da 14,1 a 18,3 miliardi di euro, mentre quello della filiera spazio è quasi raddoppiato, arrivando a 3,1 miliardi.

Questa vitalità industriale si riflette sul mercato del lavoro, che ha raggiunto risultati storicamente positivi. Il tasso di occupazione è salito al 62,5%, con un milione di occupati in più rispetto al 2022. Parallelamente, la disoccupazione è scesa al 6,1%, toccando minimi storici con una riduzione di ben 2 punti percentuali.

La sfida della competitività

Certo, le sfide rimangono. Il costo dell’energia resta un gap da colmare e la produzione industriale, pur tornando a crescere a fine 2025 (+1,1% nell’ultimo trimestre), risente ancora delle transizioni globali. Tuttavia, la maggiore attrattività del nostro Paese è certificata dagli investitori internazionali. l’Italia è salita all’8° posto mondiale nella Confidence Index, migliorando di tre posizioni in tre anni.

In conclusione, i dati ci consegnano l’immagine di un Paese che ha saputo trasformare la stabilità politica in un volano di sviluppo.

Senza trionfalismi, ma con la consapevolezza che la strada intrapresa, fatta di conti in ordine, investimenti produttivi (+10,4% nel triennio) e valorizzazione delle eccellenze, è quella giusta per rendere l’Italia sempre più competitiva nel mondo.

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