Ipocrisia a 25 aprile: la sinistra che piange per le dittature e tifa per gli ayatollah
Oggi sarà curioso osservare l’atteggiamento ipocrita di una certa sinistra che celebra il 25 aprile parla di lotta al totalitarismo condanna i regimi oppressivi piange per le dittature del passato e poi tace o addirittura appoggia la Repubblica Islamica dell’Iran tutto solo in funzione dell’odio anti-Trump.
È un dato storico incontestabile che la Resistenza italiana non avrebbe potuto prevalere senza il decisivo supporto degli eserciti alleati furono proprio gli Alleati a fare la differenza sul campo di battaglia questo non sminuisce il coraggio di chi si mise in gioco rischiando la vita anzi lo valorizza nel contesto reale della storia
Tuttavia da tempo sostengo che una nazione matura dovrebbe costruire una memoria condivisa lasciando da parte gli odi della guerra civile e i calcoli politici cinici che ancora oggi li alimentano come faceva notare con lucidità un’intelligente amica iraniana come si fa a dire buon 25 aprile buona liberazione quando si nega lo stesso diritto di libertà ad altri popoli.
Oggi chi ha beneficiato del contributo determinante degli Alleati per liberarsi da un regime oppressivo non sembra curarsi del fatto che il popolo iraniano avrebbe esattamente lo stesso diritto anzi una parte della sinistra tifa apertamente per il regime totalitario di Teheran come se fosse la rivincita del Terzo Mondo contro gli oppressori colonialisti
E i ragazzi impiccati in Iran e le donne lapidate o imprigionate per aver mostrato i capelli e questa sinistra che tanto parla di diritti delle donne e di uguaglianza di genere è pronta a promuovere quell’uguaglianza anche sotto la Repubblica Islamica o forse è più comodo non guardare in faccia la realtà
Qualunque regime oppressivo purché si dichiari nemico dell’Occidente o di chi viene ritenuto il nemico del momento diventa improvvisamente amico di questi politicanti da salotto.
