1. La figura di Artemio Franchi

Non solo a Firenze e Siena, le sue città, ma in tutta Italia, per non dire in tutto il mondo del pallone, solamente fare il nome di Artemio Franchi fa scattare in piedi. La sua vita calcistica nasce a Firenze, in quella Fiorentina del mitico primo scudetto del 1955/56. Dal 1967 al 1976 è presidente della FIGC quando lasciò la carica a Carraro per diventare presidente UEFA e vicepresidente FIFA.

Fu lo stesso presidente FIFA João Havelange ad indicarlo come suo successore alla presidenza del massimo organo calcistico mondiale. Purtroppo il fatale incidente del 1983 dove Franchi perse la vita, bloccò sul nascere questa promozione.

Artemio Franchi e João Havelange

La vita calcistica di Artemio Franchi è costellata solo di elogi, non solo dal punto di vista meramente professionale, ma in special modo per quello che riguarda ciò che erano le sue caratteristiche ed il suo spessore come uomo. Le testimonianze in questo senso sono molteplici:

Franco Carraro (già presidente del Coni, della FIGC e membro del CIO): «Sul piano calcistico rappresentava l’Italia all’estero meglio di ogni altro. Godeva di prestigio internazionale per la sua competenza e per la sua straordinaria conoscenza di tutto e di tutti ed era stimato soprattutto per la sua correttezza e per la sua sobrietà».

Candido Cannavò (già direttore della Gazzetta dello Sport): «È stato il nostro dirigente più duraturo, più rassicurante, più esperto. La sua tolleranza, il suo senso di equilibrio, la sua capacità di mediazione, l’arte sopraffina di una diplomazia naturale ne hanno fatto un punto di riferimento prezioso e sempre disponibile».

Giorgio Tosatti (già direttore del Corriere dello Sport): «Franchi, un pilastro al quale il calcio e la gente per tanti anni si è appoggiata forte della sua forza. Ha trovato più spazio e più gloria in campo internazionale. È stato uno dei pochi italiani che – nel mondo – siano arrivati a contare».

Artemio Franchi è sepolto nel cimitero di Soffiano alla periferia di Firenze. Quasi trent’anni dopo la morte, la sua tomba continua ad essere la meta di sportivi e dirigenti. Nessuno l’ha dimenticato, particolarmente a Firenze e Siena che gli hanno dedicato il loro stadio.

Artemio Franchi

Per onorare al meglio il ricordo di questo grande uomo di calcio, a Firenze è sorta la Fondazione Artemio Franchi che è volta a valorizzare non tanto i semplici successi sportivi, quanto lo spessore culturale, umano, artistico e scientifico di ogni singolo sport. Ogni anno la Fondazione destina il Premio Ethicae a una o più personalità sportive che si sono distinte per i propri valori etici. Quest’anno, domani alle 14.00 allo stadio di Firenze “Artemio Franchi”, subito prima della partita della Fiorentina contro l’Empoli verranno premiati Giancarlo Antognoni col premio Ethicae 2018 in quanto “Portatore di valori etici, testimone di un modus vivendi come esempio umano e sportivo nel movimento calcistico italiano”; Gianni de Magistris con la Medaglia d’Onore quale “divulgatore della cultura sportiva, per i successi regalati a Firenze e all’Italia e la famiglia del compianto Davide Astori con il premio Ethicae ad memoriam.

L’intervista

In occasione del premio abbiamo intervistato Francesco Franchi, presidente della Fondazione e figlio del grande Artemio

Francesco Franchi, presidente della Fondazione

Come è nata l’idea di istituire la Fondazione Artemio Franchi?

Il Lions Club Firenze, di cui mio padre era stato presidente, voleva organizzare un evento per ricordarlo. Franco Torrini e Umberto Benedetto, due soci ma prima ancora due amici, fecero notare che un semplice evento sarebbe stato riduttivo per ricordare la memoria di Artemio. Quindi insieme ad altri soci tra cui Enrico Martellini pensarono ad una Fondazione che avrebbe lavorato per ricordare la sua figura in modo appropriato. L’idea venne presentata sia ai familiari di Franchi, sia l Presidente Ugo Cestani della Lega di Serie C che si dimostrarono da subito entusiasti. Bastarono poche riunioni per condividere statuto e programmi. Nel 1985 la Fondazione vide i suoi natali e venne ufficialmente presentata in Palazzo Vecchio nel 1986.

Come è cresciuta negli anni la Fondazione?

La Fondazione sin da subito è stata luogo di incontro e confronto di grandi dirigenti e appassionati dello sport e sono nate una moltitudine di iniziative culturali e sportive per ricordare il Dott. Franchi. Durante le Presidenze di Cestani, del Dott. Bruno Grandi (Presidente FederGinnastica e Vice Presidente del CONI) e del Dott. Giancarlo Abete (allora Presidente della Lega di Serie C e del Settore Tecnico) hanno avuto luogo nel nome di Franchi molti convegni, eventi, manifestazioni e premi, rivolti molto spesso al mondo giovanile ed al mondo della cultura anche sportiva. Su tutti spicca il Premio Siena Artemio Franchi in collaborazione con la Sez. AIA di Siena,

Quali sono i progetti che attualmente segue la Fondazione?

Oggi la Fondazione, oltre a portare avanti il prestigioso Premio di Laurea “Artemio Franchi” arrivato alla XIII edizione, segue con particolare attenzioni attività rivolte al mondo dell’inclusione sociale (con il programma “Un gol per l’inclusione sociale” insieme all’UPD Isolotto), al mondo dell’Etica Sportiva (con il programma “EDUPROGRAMM” in collaborazione con il Comitato Regionale LND FIGC ed il Settore Giovanile e Scolastico della Toscana), oltre a supportare con iniziative legate alla cultura le Piaggeliadi che sono ormai una realtà veramente importante e con numeri impressionanti delle attività sportive per le scuole toscane.

Quanto è importante oggi l’etica nel mondo del calcio?

L’Etica sportiva oggi, come ieri, è indispensabile per una attività sportiva che costruisca uomini migliori per il futuro dell’intera umanità, il rispetto delle regole, degli avversari, degli arbitri dei propri dirigenti e allenatori dovrebbe essere la prima pietra miliare di apprendimento di chi si avvicina allo sport. La Fondazione Artemio Franchi Onlus ha indetto il Premio Ethicae che è quest’anno alla seconda edizione per segnalare quegli atleti o dirigenti sportivi che con la loro attività sono stati ambasciatori di ETICA nello sport.