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Home Politica

Ilaria Salis e la giustizia a senso unico: quando l’ideologia ignora la realtà umana

di Alessandro Scipioni
17 Luglio 2026
In Politica
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Ilaria Salis e la giustizia a senso unico: quando l’ideologia ignora la realtà umana
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Ilaria Salis e la giustizia a senso unico: quando l’ideologia ignora la realtà umana

​A volte, osservando le dinamiche della nostra politica, la democrazia lascia sinceramente perplessi

Ci si interroga, infatti, se gli elettori abbiano sempre il pieno giudizio necessario nel mandare determinate persone a rappresentare il Paese nelle istituzioni.

​È il caso dell’onorevole Ilaria Salis, che in un recente post sui social ha deciso di pontificare sulla vicenda di Mario Roggero, l’orefice condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori durante un tentativo di rapina.

Nel suo intervento, la Salis bolla come “indecente” e “pericoloso” il dibattito attuale su questo caso, accusando la politica di applicare “doppi standard” e invocando, per un uomo di 72 anni, un “percorso di riabilitazione e reinserimento” invece del carcere

​Tuttavia, le riflessioni della Salis sulla moralità appaiono quantomeno discutibili. Viene da chiedersi, innanzitutto, se lei possieda il titolo per dare lezioni di moralità o per definire chi sia o meno un “criminale”. È difficile dimenticare come l’onorevole si sia fatta scudo del ruolo di parlamentare – ottenuto proprio in seguito ai fatti per cui era sotto processo – per evitare il carcere e ottenere la libertà, invocando presunte violazioni del diritto in uno stato membro dell’Unione Europea. Non desta dunque poca meraviglia, e forse vergogna, il fatto che sia stata fatta passare dalla “porta laterale” della politica da chi l’ha candidata e votata.

​Ma l’analisi dell’onorevole Salis appare manchevole soprattutto nel merito della vicenda Roggero, ignorando completamente le responsabilità di uno Stato che non ha saputo difendere un cittadino già segnato da traumi precedenti. Roggero, in una passata rapina, era stato legato insieme alla moglie e liberato solo dall’intervento della figlia; un’aggressione in cui aveva visto minacciata la propria vita e quella dei suoi cari

L’onorevole Salis si interroga mai sullo stato mentale in cui un uomo può agire dopo aver subito pressioni psicologiche di tale portata?

O forse il problema è che Roggero è bianco, italiano, lavoratore e uomo?

​Questi sembrano essere gli elementi discriminanti che guidano una narrazione politica che appare sempre più manichea, volta a dipingere l’uomo bianco occidentale come colpevole a prescindere.

Parlare di “riabilitazione” per una persona di 72 anni, nel caso specifico, diventa non solo un termine assurdo, ma profondamente grottesco: a quell’età, una condanna di questo tipo rischia di trasformarsi, nei fatti, in una pena di morte, come giustamente evidenziato da Francesco Storace

L’intervento dell’onorevole Salis non solo ignora la complessità umana di questa tragedia, ma conferma una visione ideologica che preferisce le etichette alla realtà dei fatti.

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Tags: ILARIA SALISIN EVIDENZARoggeroSICUREZZASINISTRA
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