Il regime terrorista degli Ayatollah non cambierà.
Un accordo con gli Stati Uniti servira’ solo a dare tempo al regime di scrollarsi di dosso un po’ di polvere e ripartire da dove era rimasto.
Non sarà certo un accordo a modificate i comportamenti fondamentali del regime.
Se il regime avesse voluto riformarsi, avrebbe potuto facilmente rinunciare a finanziare il terrorismo
Qualsiasi negoziato o accordo che lasci intatto il sistema attuale gli concede semplicemente “ossigeno”, risorse e tempo per ricostruire le capacità necessarie ad annientare i suoi presunti nemici, sia interni che esterni.
Abbiamo visto i cosiddetti moderati o negoziatori fare promesse, mentre le Guardie Rivoluzionarie dettano le politiche, lanciano attacchi e consolidano il potere.
Le mezze misure e le interminabili negoziazioni hanno fallito, per quasi mezzo secolo
Qualsiasi politica verso l’Iran dovrebbe basarsi su 3 pilastri:
1) Innanzitutto, un sostegno senza se e senza ma a Israele nella sua guerra.
In quanto Stato in prima linea contro il terrorismo sponsorizzato dal regime, Israele possiede reti di intelligence senza pari all’interno dell’Iran e una profonda conoscenza delle sue operazioni.
Inoltre, si dovrebbe dare mano libera allo Stato ebraico nel contrastare e distruggere Hezbollah e Hamas
Invece, nell’accordo Israele dovrà sospendere le operazioni in Libano contro Hezbollah
2) Qualsiasi tentativo da parte del regime di ricostruire le capacità nucleari o missilistiche dovrebbe essere contrastato con una forza immediata e decisiva, volta a distruggere, radere al suolo tali risorse.
Invece, il regime dispone ancora del 60% delle sue capacità missilistiche, centinaia di droni d’attacco, oltre ad aver rimesso a posto le rampe missilistiche distrutte durante la guerra “grazie” al cessate il fuoco ordinato dal Presidente Trump
Non basta l'”impegno” da parte del regime di non dotarsi di armi nucleari, questa e’ solo una stronzata a cui Donald Trump ha abboccato
3) Intensificare la pressione economica.
Le sanzioni, i blocchi e le restrizioni finanziarie mirate devono rimanere incisive e ampliate.
Negando al regime le entrate derivanti dal petrolio e da altre risorse, si può limitare la sua capacità di finanziare lo sviluppo nucleare e missilistico, i gruppi terroristici e le forze di sicurezza interne. L’isolamento economico indebolirà i pilastri su cui si fonda il potere della teocrazia.
Invece, l’accordo parla di sbloccare 40 miliardi di fondi appartenenti al regime e fino ad oggi “congelati”, oltre ad un alleggerimento delle sanzioni economiche.
Gli Stati Uniti firmeranno un accordo pessimo per la loro credibilità ma utile per Trump che uscirà dal pantano in cui si e’ ficcato
Ma questo non risolverà il problema.
Perché non sarà certo un pezzo di carta ad eliminare la minaccia rappresentata dal regime canaglia islamico.
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