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Home Politica

Il Quirinale, la partita decisiva che la sinistra non può permettersi di perdere

di Alessandro Scipioni
7 Aprile 2026
In Politica
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centrodestra
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Il Quirinale, la partita decisiva che la sinistra non può permettersi di perdere.

Il Presidente della Repubblica non è un semplice notaio. Rappresenta un potere centrale e influente, soprattutto in un sistema con maggioranze fragili. Nomina il premier e i ministri, presiede il CSM, è a capo dell’ordine giudiziario, avalla governi tecnici e può sciogliere le Camere.

Per sette anni è inamovibile, mentre governi e partiti possono crollare in pochi mesi

La politica italiana è notoriamente volatile. In pochi anni la Lega è passata da primo partito della coalizione a ruolo marginale; il M5S, che quasi doppiava il PD, oggi lo insegue; Fratelli d’Italia è salita da posizione irrilevante a primo partito. Ma il Capo dello Stato resta saldo al suo posto.

Quando Mattarella fu eletto, Renzi dominava la scena politica

Oggi Renzi sopravvive a stento e Mattarella è ancora al Colle.

Negli ultimi due mandati il sistema parlamentare si è dimostrato talmente fragile da non riuscire a esprimere alternative credibili, riconfermando di fatto gli inquilini uscenti. Eppure la sinistra non ha mai perso questa elezione da oltre trent’anni.

Dall’inizio della Seconda Repubblica nessun Presidente è stato espressione di area destra. Scalfaro, Ciampi, Napolitano, Mattarella: tutti figure legate a una sensibilità di centrosinistra o comunque compatibili con l’establishment progressista

I governi tecnici sono nati spesso con il decisivo sostegno del Quirinale, restituendo centralità al PD. La sinistra lo sa benissimo e si sta già preparando per il 2029. Sa che Palazzo Chigi senza un Colle “amico” rischia di essere zoppo: veti incrociati, crisi pilotate, nomine bloccate, ricorso frequente a esecutivi di unità nazionale.

In un sistema senza un premierato davvero blindato, il Quirinale diventa di fatto l’assicurazione contro le vittorie elettorali altrui

Il più grande errore di Salvini fu proprio non riuscire a gestire efficacemente l’elezione presidenziale. Chi esprime il Capo dello Stato resta al centro del gioco per sette anni, anche se perde alle urne.

La sinistra è consapevole che il Colle rappresenta una leva potente per mantenere un’influenza istituzionale trasversale

Le elezioni politiche del 2027 saranno cruciali anche per questo motivo. I sondaggi attuali premiano il centrodestra, ma la sinistra farà di tutto per blindare il Colle con un nome di “garanzia”: magari un Franceschini, un Prodi o un moderato come Casini.

Sa bene che in quel caso conserverebbe la carta del governo tecnico e dell’inciucio istituzionale.

Negli Stati Uniti ci sono le midterm; in Italia il vero “midterm istituzionale” arriva ogni sette anni sul Colle. Ignorare questa partita significa regalare alla controparte un vantaggio asimmetrico e di lunga durata

Il centrodestra deve prendere piena coscienza che la sinistra combatterà con le unghie e con i denti per quella che considera la sua battaglia più importante.

Prepararsi per tempo è necessario per avere una visione strategica corretta. Serve un candidato credibile, con un largo potenziale di consenso e la chiara consapevolezza che, in questo sistema, il Quirinale non è un trofeo simbolico: è potere vero, per sette anni inamovibile.

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Tags: Centro-sinistraDESTRAIN EVIDENZAPRESIDENTE DELLA REPUBBLICAQUIRINALE
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