Giornata singolare, quella odierna. Il Generale Inverno mostra la sua forza colorando di bianco l’Italia. Mentre guardo di là dal vetro i fiocchi che cadono lentamente, mi godo il silenzio che la neve porta con sé, e penso. Penso al meraviglioso potere della parola, in grado di toccare nel profondo tutti gli aspetti della vita umana – il delicato equilibrio tra guerra e pace dipende dalle parole. Da ciò che si dice e da come lo si dice.

Parole, parole, parole: un articolo apparso tre giorni fa a mia firma dileggiava il neonato Sindacato Italiano Militari, e, debbo dire lo faceva anche in modo efficace. E’ scritto bene, è tagliente, arriva dritto come un pugno. Sarebbe un pregio, se non fosse fondato su un impianto impreciso e mosso da un imput personale. La forma senza la sostanza. Non va bene, quindi mi scuso. In primis con i fondatori del SIM dei Carabinieri, e gli faccio un sincero in bocca al lupo per questa nuova avventura.

Il potere della parola… è’ una responsabilità che nell’era social dobbiamo assumere tutti, non solo gli addetti ai lavori. Usiamole bene. Tutti. Provate con Facebook, utilizzandolo come un’occasione per dare forma ad un pensiero di senso compiuto, invece che come una sputacchiera per masticatori di tabacco del Far west.