IL POPOLO HA TORTO

IL POPOLO HA TORTO

Ha vinto il NO, è un dato di fatto, mi ci devo rassegnare. Ma – perdonatemi il mio essere controcorrente – non riesco proprio a schierarmi con chi dice che “il popolo ha SEMPRE ragione”.

No. Non è vero!

Non ha sempre ragione. In questo referendum ha avuto torto marcio. Che il voto popolare vada sempre rispettato è vero, ma questo non significa certificare la assoluta “ragion popolare” soprattutto quando dimostra un difficilmente prevedibile tasso di analfabetismo costituzionale.

In questo caso, ha preso un abbaglio clamoroso, scambiando il voto referendario per altro e disinteressandosi completamente al merito della riforma. In definitiva, si è scelto di votare altro rispetto al quesito e questo non è accettabile in una democrazia matura.

Certo, ha delle attenuanti piuttosto corpose

C’è da dire che l’errore è stato artatamente indotto da abili manipolatori che ne hanno distolto l’attenzione lasciando intendere che questo fosse un voto politico contro la Meloni, contro il fascismo per salvare la Costituzione (da che?) e il 54% degli italiani ci è cascato con tutte le scarpe.

Da una parte sciacalli che andrebbero puniti per circonvenzione di incapaci e dall’altra un’immaturità imbarazzante dalla quale, su queste colonne un amico, pochi giorni metteva in guardia

E ora i manipolatori, gli ingannatori strepitano e urlano ebbri di soddisfazione per il mantenimento dello status quo (il bello è che amano definirsi progressisti Sic!), come se lo stato moribondo della magistratura e della sua credibilità fosse motivo di soddisfazione .

Immagine plastica, alcuni giudici del tribunale di Napoli (città nella quale è procuratore il dott. Gratteri) che brindano cantando “Bella Ciao” e scandendo cori da stadio contro la Meloni. Ciò a evidente dimostrazione palese indipendenza e non politicizzazione (sic!). E il bello è che questa gente ci ha menato l’anima per salvare l’ordinamento giudiziario dall’invadenza della politica!!!!.

In realtà quella foto rappresenta la tracotanza di una casta ben riassunta dalla famosa massima de Il Marchese del Grillo per cui ” io so’ io e voi non siete un ….”. Tracotanza appunto ostentata con orgogliosa appartenenza politica che dimostra a posteriori come ci fosse assoluta necessità della riforma ma che si è preferito votare per altro

Anche per questo il voto espresso dalla maggioranza rimane grottesco.
Diciamoci la verità! Ha prevalso il feticismo costituzionale di chi solo pochi anni fa proponeva, nei propri programmi elettorali, l’esatta stessa riforma, ma che in questa campagna elettorale l’ha dipinta come un attentato all’assetto istituzionale. E ora per bieco opportunismo starnazza di “salvezza della Costituzione”.

Ma c’è poco da fare! Per quanto le iene gioiscano di fronte al leone morente, le iene rimangono iene e il leone rimane leone

Ha prevalso l’immobilismo del NO a tutto a prescindere, benedetto dai sacerdoti di una sinistra che tratta la Costituzione come una reliquia sacra invece che come un testo vivo. A ben vedere, se uno andasse oltre il tifo da stadio e il reliquiario costituzionale, questo NO ammazza la Costituzione relegandola a un passato remoto, rendendola prigioniera di schemi ideologici che le impediscono di vivere e dominare il cambiamento.

A ben vedere, questo voto certifica l’archeologia istituzionale a scapito di un futuro da rivitalizzare e costruire. Altro che “Salviamo la Costituzione”!!!

Altre parole questi ipocriti non meritano e non gliene dedicherò.
Vorrei invece dedicare parole a un centrodestra che evidentemente ha fallito nella propria missione.

Un centrodestra timido, attanagliato dalla paura di politicizzare il referendum (Salvo poi subire la politicizzazione avversaria e fare le bolle) ed evidentemente incapace – a livello nazionale – di spiegare la Riforma e la Sua portata storica.

Si è lasciato trascinare in un agone politico obtorto collo e si è, alla luce dei fatti, dimostrato ben poco pugnace e ben poco all’altezza della sfida

Una comunicazione nel complesso scadente con punte di diamante (al contrario) quali alcune dichiarazioni imbarazzanti che hanno dato linfa a una opposizione che solo un mese fa era sotto di 10 punti percentuali.

Insomma passare da +10% a -8% è un bel capolavoro, non c’è che dire!!!
Servirà questa batosta per cambiare registro nell’ultimo anno di legislatura o dobbiamo già da ora abituarci a un prossimo Governo Schlein? Francamente me lo auguro (che il Centrodestra si dia una svegliata, Naturalmente) perché un Governo Schlein-Conte-Bonelli-Fratoianni proprio non lo vorrei.

E, vi prego, non mi si dica che c’è da essere felici per l’alta affluenza perché “ciò significa che la democrazia è vitale”. Signori, quando il popolo viene chiamato a votare per una cosa e si lascia impapocchiare dalla propaganda votando altro, la democrazia non è viva, è morta

O il centrodestra si assume la responsabilità di resuscitarla, o nel 2027 saranno dolori!

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