Il figliol prodigo

Quel D'Alema che ritorna nel PD

Figliol

D’Alema è il figliol prodigo, poiché ritorna nel PD, dopo aver fondato Articolo 1 .

Sicuramente un movimento nato senza grandi prospettive.

Nato, piuttosto, come un ombrello protettivo per raccogliere le forze di sinistra, e le energie intellettuali, antitetiche ad un progetto di un partito democratico di centro.

Un partito democratico che non ha avuto e non ha la grande ambizione di sostituire la democrazia cristiana.

Un PD troppo tentato dalla sua anima veramente comunista per riuscirvi.

Sicuramente in regioni dove storicamente ha a lungo governato, come Emilia Romagna e Toscana, privo di alternativa, rappresenta quel sistema di potere che rappresentava la DC.

Però, allo stesso tempo, non è nelle condizioni di riuscire a ripetersi a livello nazionale.

Un partito, quello democratico, che non doveva lasciare troppo spazio a Renzi al centro; ora ha deciso di eleggere l’unico segretario, fondamentalmente di centro, che potesse avere un rancore fortissimo contro l’ex rottamatore.

L’unico che con lui non  si sarebbe mai voluto o potuto riconciliare.
Quello che doveva ‘stare sereno’ e si è visto pugnalare alle spalle.

Portato sulle punte delle baionette di quell’anima militarista di sinistra, che continua ad essere culturalmente egemone nel partito.

Un’ anima e corrente di partito, che vede la figura di segretario più in Bersani che in Letta.

Ma poi alla fine chi è il segretario nel PD? È un uomo di equilibrio tra correnti, le tante interne ai ‘democratici’.

Non corrisponde al leader. Corrisponde al gestore, non al capo.

Ed il capo ha tirato le orecchie al caro vecchio D’Alema. Il figliol prodigo.

Tirato le orecchie, sì, ma non troppo, anche magari per rassicurare i renziani, che tra poco dovranno passare sotto la sua mannaia per essere ricandidati.

E perché ora servono tutti, per una posizione compatta sull’elezione del Presidente.

Ma poi saranno alla mercé del comitato centrale, che si incarna nel gestore. L’unico che in quel momento potrà fare le liste.

Allora ‘sereni’ non saranno i renziani, stiamone certi.

Perché se c’è una cosa che l’anima comunista, che lo ha portato al potere, conosce bene, sono le purghe…

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