Il CalendEsercito 2024 e le inutili polemiche

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Il CalendEsercito 2024 e le inutili polemiche

Puo’ un calendario essere oggetto di attacco politico? Incredibilmente si.

Siamo usciti lo scorso anno da una pandemia, stiamo vivendo la realtà di due guerre e con l’angoscia di conoscere i prossimi eventi di una probabile terza guerra per il controllo del Mar Rosso.

Viviamo il problema dell’inflazione, dell’aumento dei prezzi, dei tassi di interesse

Dobbiamo tenere sotto controllo il deficit di bilancio. Tuttavia per una certa opposizione il reale problema politico è il calendario dell’Esercito italiano.

Il ministro Crosetto, non senza esprimere la propria incredulità, ha dovuto difendersi in aula parlamentare dai partiti di opposizione che vedono nel CalendEsercito 2024 un rischio reale della democrazia. Perché il calendario incriminato “riabiliterebbe il fascismo”.

A dirlo non solo semplici cittadini memori del periodo partigiano, ma l’esponente del Pd Sandro Ruotolo, giornalista ed ex senatore della Repubblica, non rieletto alle ultime elezioni politiche del 2022

“Un attacco completamente inventato da chi probabilmente non ha altro modo per attaccare la maggioranza”, ribadisce secco Crosetto, il quale in una nota del Ministero della Difesa, ribadisce il ruolo dell’esercito italiano in difesa della Patria e nella lotta di liberazione durante la seconda guerra mondiale. “Eroi che hanno combattuto per l’Italia a prezzo della loro vita, fedeli al giuramento fatto e alle Istituzioni”.

Dove l’esponente PD abbia ravvisato un pericolo fascista non è dato da comprendere

L’esercito italiano si impegna ogni giorno per il servizio alla Repubblica italiana e non è certo un calendario che può minare o creare situazioni di ”propaganda” all’interno o all’esterno delle caserme militari.

Tuttavia la polemica innescata la dice lunga sul clima pre-elettorale in essere e su come l’attuale Governo sia costantemente sotto pressione da parte di opposizioni che al confronto su progetti preferiscono le ideologie.

A rincarare la dose entra nel merito anche l’Anpi

Sbotta Gianfranco Pagliarulo, affermando che “il calendario deve essere ritirato”.

Le pagine di Medaglie d’oro al valore infuocano gli animi più dei vecchi calendari di Moana Pozzi e Cicciolina. Si alzano i toni e una interrogazione parlamentare promossa da Sinistra e Alleanza Verdi chiede di rimuovere qualsiasi riferimento al ventennio fascista e di ritirare il calendario dal commercio.

Marco Grimaldi senza mezzi termini dichiara che nel CalendEsercito vi sono “chiari riferimenti al revisionismo che soffiano attorno alle più alte cariche dello Stato e si riverberano a ogni livello”, riferendosi principalmente alla figlia di Pino Rauti promotrice della pubblicazione.

Ai cittadini la polemica montata sul CalendEsercito non importano molto

Sperano che i lavori dei parlamentari siano rivolti a problemi ben più seri che non a un banale calendario che già da gennaio 2025 finirà in qualche anonima discarica.

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