Gli Stati Uniti hanno rimosso la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo

Gli Stati Uniti hanno rimosso la Siria dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo.

Per la prima volta in quasi mezzo secolo, il governo siriano non sarà più soggetto a sanzioni. Le conseguenze potrebbero essere profonde.

Il 24 agosto, il Segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato la revoca della designazione della Siria come Stato sponsor del terrorismo, dopo un periodo di notifica obbligatorio di 45 giorni al Congresso

Il Dipartimento di Stato ha inoltre annunciato la rimozione di Hay’at Tahrir Al-Sham, HTS o “Organizzazione per la liberazione del Levante”, dalla lista dei gruppi terroristici globali

Nel giugno 2025, il Presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha posto fine al programma di sanzioni contro la Siria.

La decisione dell’amministrazione Trump è degna di nota e rappresenta un nuovo approccio degli Stati Uniti alla Siria e, probabilmente, all’intera regione

Ma è anche estremamente rischiosa.

La Siria è ora guidata da Ahmed Al Sharaa, noto anche con il suo nome di battaglia Abu Mohammed Al Julani. Al Sharaa ha guidato il movimento di opposizione siriano che ha rovesciato il regime di Assad nel dicembre 2024.

Nel 2024, con Israele che decimava Hezbollah e la Russia impantanata nella guerra contro l’Ucraina, Assad fu facilmente deposto. Al Sharaa e le sue forze conquistarono Damasco in un offensiva durata 11 giorni.

Per decenni, anzi ben prima che Hafez Assad prendesse il potere con il colpo di stato del 1970, la Siria era stata uno dei principali Stati sponsor di gruppi terroristici

In questo contesto, è facile capire perché gli Stati Uniti abbiano cambiato la loro politica nei confronti della Siria.

Al Sharaa non è Assad. L’influenza iraniana nel Paese è diminuita, anche se e’ notevolmente aumentata quella della Turchia

E gli Stati Uniti intravedono un opportunità che non si presentava da decenni.

Tutto ciò contribuisce a spiegare lo sforzo dell’amministrazione Trump per cercare di accogliere Al Sharaa nel proprio schieramento. Ma in Medio Oriente, le cose non sono mai così semplici

HTS è una costola di Al Qaeda.

Al Sharaa è stato uno dei principali terroristi della sua generazione. Si unì ad Al Qaeda in Iraq, l’organizzazione progenitrice dell’ISIS, nel 2003 e combatté contro le forze americane.

Fu infine catturato dagli americani e trascorse anni in detenzione militare prima di essere rilasciato nel 2011.

Il Presidente Trump nel suo primo mandato mise una taglia sulla testa di Al Julani.

Oggi Al Sharaa indossa un abito elegante

Nel settembre del 2025 è diventato il primo capo di Stato siriano a rivolgersi alle Nazioni Unite in quasi 60 anni.

Nel novembre dello stesso anno, durante una storica visita alla Casa Bianca, è diventato famoso per la sua risata con il Presidente Donald Trump, che gli ha regalato un profumo “Victory”

Tuttavia, le minoranze religiose, in particolare i drusi, hanno subito persecuzioni e violenze nella nuova Siria.

Un analisi dei libri di testo scolastici siriani condotta dall’Alma Center ha rilevato messaggi costanti di indottrinamento religioso, anti-occidentale e anti-israeliano, a partire già dalla scuola materna

Molti dei ministri e dei leader militari del nuovo governo sono ex membri di Al Qaeda e di altri movimenti terroristici.

Le domande che ora si profilano all’orizzonte sono:

Puo’ un leopardo togliere le sue macchie?

Puo’ un lupo diventare agnellino?

Puo’ morire tondo uno che e’ nato quadrato?

Puo’ un terrorista che tagliava gole diventare una brava persona?

Per il Presidente Trump, Al Sharaa, o Al Julani, ha dimostrato un certo pragmatismo e si è rivelato un leader in apparenza moderato e capace

Un po’ come il Mojtaba Khamenei “razionale e pragmatico”

Ma gli Stati Uniti non dovrebbero farsi illusioni su chi hanno di fronte.

Dio non voglia che questa decisione sia un altro errore del Presidente Trump.

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