Se hai sedici anni e tua madre e tuo padre sono sex-positive è di certo un bene nella lunga distanza perchè l’esempio genitoriale ti offre una prospettiva aperta e non bigotta nei confronti della sessualità, ma può essere problematico in una fase complessa come quella adolescenziale, in cui comunque si fanno i conti con il proprio corpo in cambiamento e si sperimentano i primi contatti con il sesso.

Come porsi quindi con i figli riguardo a tematiche sensibili come il rapporto con l’affettività, il sesso, l’amore? A mio parere non si può prescindere dai modelli che vengono diffusi a livello mediatico rispetto a questo tema; a 16 anni hai sicuramente accesso al web, ti confronti con i coetanei, e spesso sulla base di questo fai le prime esperienze dirette.
Se i tuoi genitori stabiliscono con te un dialogo non giudicante e ti forniscono informazioni scientifiche probabilmente hai un bagaglio di conoscenze maggiori rispetto agli altri e magari comprendi che il mito di una sessualità mordi e fuggi, non sia poi nella realtà così’ appagante. A questo proposito è utile vedere lo spot del Salone Erotico di Barcellona 2018 nel quale si evidenza il  rischio che la pornografia diventi  l’unico mezzo di formazione  per i giovani, se gli adulti non si fanno carico del problema in chiave educativa. 

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L immagine è tratta da un episodio di Sex Education, la serie Netflix made in England che parla di sessualità in modo educativo ma anche ironico.

Servono quindi altri modelli, in cui il sesso possa essere visto nella sua accezione più gioiosa e non necessariamente inserito in una cornice romantica, ma in cui il tema del rispetto di sé e dell’altro sia centrale. Un discorso a parte riguarda l’educazione alle emozioni, ovvero come riconoscerle e metterle in gioco con una persona che ci piace. Sembra facile per un adulto ma se ci ricordiamo i nostri sedici anni sicuramente comprendiamo che non lo è affatto, ed è solo mediante l’empatia che possiamo provare a parlare con chi è così diverso da noi, per età anagrafica ma anche per esperienze. Potremmo stargli vicino ma non troppo, osservarlo ma non giudicarlo, dargli una certa dose di libertà ma ricordargli i limiti da non oltrepassare, In questo modo prima o poi si manifesteranno da parte loro domande, richieste di consigli, anche richieste imbarazzanti ma che dobbiamo essere pronti a gestire. Il tutto in un clima di fiducia, ricordandosi comunque che qualsiasi modello genitoriale portato all’estremo è dannoso. E’ castrante vivere in una famiglia in cui del sesso non si può parlare ma può essere altrettanto difficile se del sesso si sente parlare con fin troppa tranquillità perché comunque la sessualità afferisce all’intimità, e l’intimità è preziosa.
Come muoversi quindi in un territorio di mezzo tra questi due poli ? Leggendo , documentandosi, riflettendo sulla propria adolescenza e cercando di guardare il mondo con gli occhi dei nostri figli. Con questi presupposti e mantenendosi sempre sinceri con se stessi e con loro  si può affrontare qualsiasi problematica, compresa quella complessità di emozioni romantiche, pulsioni sessuali e paura del fallimento che caratterizza il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Se desideriamo adulti consapevoli, equilibrati, capaci di introiettare la cultura del consenso nelle interazioni interpersonali e di vivere relazioni sentimentali o solo sessuali ma comunque soddisfacenti, il lavoro parte dalla costruzione di un ambiente comunicativo sano fin dalla più giovane età.