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Home Politica

Giani e i 5 Stelle: il campo largo delle opposte direzioni

di Silvia Castellani
29 Agosto 2025
In Politica
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Giani e i 5 Stelle: il campo largo delle opposte direzioni

In Toscana la politica è diventata un’arte da equilibrista. Da una parte Eugenio Giani, presidente-regista, con il suo libro dei sogni fatto di miliardi, infrastrutture nuove, grandi opere e promesse da campagna elettorale.

Dall’altra i 5 Stelle, che appena sentono parlare di cemento e ruspe cominciano a sudare freddo

Un’alleanza surreale. Giani vuole aeroporti più grandi, i grillini non vogliono neppure i parcheggi multipiano. Lui sogna la Darsena Europa e terze corsie, loro si accontenterebbero di qualche pista ciclabile e monopattini elettrici. Eppure, dicono di correre insieme.

Un esempio è la sanità. Giani parla di “check-up” e “eccellenze ospedaliere”, promette di tagliare le liste d’attesa con una iniezione di 10 milioni di euro come se bastassero per guarire un sistema regionale ormai in codice rosso

Nel frattempo, i 5 Stelle ricordano che vogliono “più medicina di territorio”. Peccato che negli ambulatori manchino medici e negli ospedali si aspettino mesi anche solo per un’ecografia. In Regione si discute di riforme della sanità, ma ai cittadini resta di mettersi solo in una lunga fila.

Poi c’è il capitolo ambientale. Giani annuncia la transizione energetica, l’impegno sul clima e le rinnovabili. Ma nel frattempo le bollette volano e i cittadini si chiedono dove finisca tutta questa energia verde. I grillini parlano di stop alle grandi opere inquinanti, ma tacciono davanti alle nuove centrali e agli impianti geotermici piazzati nei territori. Risultato? La Toscana è “green” solo nei comunicati stampa, mentre rimane “rossa” per la rabbia per chi deve pagarne i costi.

Sui trasporti, poi, il contrasto diventa ancora più evidente. Giani promette nuove tramvie, collegamenti futuristici e una Fi-Pi-Li finalmente moderna, magari pure con una terza corsia. Ma intanto la superstrada continua a essere un colabrodo, con cantieri infiniti e traffico da girone dantesco

I 5 Stelle, ovviamente, non vogliono autostrade né ampliamenti. Molto meglio pedalare. Alla fine il compromesso rischia di essere un teletrasporto immaginario, l’unico mezzo che mette d’accordo tutti.

Sul fronte economico, Giani sogna una Toscana delle startup, della moda, delle università, degli investimenti. Promette fondi da miliardi, piani regionale stile “Marshall” e borghi rinati. Peccato che nelle città chiudano i negozi storici, i giovani scappino all’estero e le piccole imprese combattano con burocrazia e tasse. I 5 Stelle, dal canto loro, parlano di redditi e micro-sussidi, come se bastasse un bonus monopattino e il reddito di cittadinanza a far ripartire l’economia regionale.

In sintesi, la Toscana del “campo largo” è un catalogo di incongruenze. Giani promette grandi opere, i 5 Stelle le vogliono bloccare; Giani vuole accelerare, i 5 Stelle frenano; Giani disegna autostrade, i 5 Stelle preferiscono mulattiere

È come mettere nello stesso governo un muratore e un ambientalista convinto che la casa migliore sia la grotta.
Eppure, il presidente insiste: “Insieme vinceremo”. Forse sì, ma i toscani si chiedono se governeranno con i miliardi annunciati da Giani o con i “no” dei 5 Stelle.

La verità è che più che un programma, il centrosinistra toscano ha messo in piedi uno spettacolo, una compagnia teatrale che recita due copioni diversi sullo stesso palco. Giani fa il venditore di sogni, i 5 Stelle il comitato del “no”. Gli applausi, per ora, sono pochi. E i fischi rischiano di arrivare alle urne.

Perché alla fine i cittadini non vogliono né grandi promesse irrealizzabili né piccoli veti ideologici

Vorrebbero strade senza buche, ospedali funzionanti, tasse meno pesanti e lavoro per tutti. Ma questo, chissà perché, non viene promesso.

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Tags: Campo LargoEUGENIO GIANIIN EVIDENZAMOVIMENTO 5 STELLEREGIONE TOSCANA
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