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Home Firenze

Firenze ostaggio del degrado: baby gang, in Piazza dei Tigli violenza e istituzioni in ritardo

di Simone Margheri
11 Aprile 2026
In Firenze
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Firenze ostaggio del degrado: baby gang, in Piazza dei Tigli violenza e istituzioni in ritardo
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Firenze ostaggio del degrado: baby gang, in Piazza dei Tigli violenza e istituzioni in ritardo

L’ennesimo episodio di violenza nel Quartiere 4 non è più una notizia: è una conferma.

Cambiano i dettagli, resta il problema

Questa volta i protagonisti sono tre giovani, tra i 17 e i 18 anni, identificati come nordafricani: prima la rapina a una giovane coppia, poi l’aggressione a un padre davanti al figlio, finito in pronto soccorso.

Una scena brutale, ripresa anche in video, mentre la polizia è al lavoro per rintracciare i responsabili

E mentre i cittadini fanno i conti con paura e degrado, da Palazzo Vecchio arriva sempre lo stesso copione.

La sindaca e l’assessore Giorgio continuano a suonare un disco rotto: colpa al governo, annunci estemporanei, soluzioni di facciata

Night manager, volontari improvvisati, iniziative “creative” che poco hanno a che fare con la sicurezza reale.

E nel frattempo si condannano ronde “scomode” come quelle proposte da Roberto Vannacci, salvo poi proporre strumenti che, nella sostanza, non sono così diversi

Ogni volta è la stessa liturgia: cordoglio, dichiarazioni, responsabilità diffuse. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: intere zone della città sono ostaggio della microcriminalità, con lo spaccio come motore principale di degrado e violenza.

E quando bande di giovanissimi passano dalla rapina all’accoltellamento nel giro di pochi minuti, il problema non è più episodico: è strutturale.

Negarlo è ormai fuori dalla realtà

Minimizzare è irresponsabile.

È tempo che tutte le istituzioni si assumano le proprie responsabilità. Il governo deve fare la sua parte, certo.

Ma il Comune non può più nascondersi dietro slogan e narrazioni ideologiche. Serve un cambio di passo netto, serve il coraggio di ammettere che certe politiche – dall’accoglienza senza controllo alla tolleranza a senso unico – non hanno funzionato

La sicurezza non è un tema accessorio né un terreno di propaganda: è il prerequisito di ogni comunità civile. E senza un ritorno serio al controllo del territorio – anche attraverso strumenti concreti e impopolari, come i CPR – il rischio è che questi episodi smettano perfino di indignare, diventando semplice normalità.

Ed è proprio lì che una città perde davvero

Nel frattempo noi cittadini onesti siamo stanchi e veramente stufi dell’inutilita e impreparazione ideologica di un amministrazione comunale incapace di capire che farsi agnelli con i Lupi non è accoglienza ma solo inutile autolesionismo.

L’unica speranza è che se non cambiano idea sulla Firenze al plurale spontaneamente loro, la prossima volta saranno gli elettori a farlo.

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Tags: CRIMINALITADEGRADOFIRENZEIN EVIDENZASICUREZZA
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