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Home Politica

FINALMENTE IL GOVERNO SEMBRA OCCUPARSI SERIAMENTE DELLA SICUREZZA E ADESSO LA SINISTRA CHE FARÀ?

di Simone Margheri
15 Gennaio 2026
In Politica
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Rom bum bum! Maxi rissa a suon di mazze e coltelli
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FINALMENTE IL GOVERNO SEMBRA OCCUPARSI SERIAMENTE DELLA SICUREZZA E ADESSO LA SINISTRA CHE FARÀ?

Con il dibattito che si è riacceso sulla sicurezza urbana e sul cosiddetto fenomeno dei “maranza”, c’è un episodio che più di altri fotografa le contraddizioni della politica e del discorso pubblico italiano.

È quello raccontato da La Verità, che ha lanciato una sottoscrizione per sostenere un vicebrigadiere dei carabinieri condannato a tre anni di carcere per aver difeso un collega rimasto ferito durante un intervento

In pochi giorni la raccolta ha superato i 240 mila euro, una cifra ben oltre l’obiettivo iniziale, destinata a coprire la provvisionale di 125 mila euro che, secondo la sentenza, il militare dovrà versare ai familiari dell’uomo morto nel 2020 durante un fermo per furto a Roma.
Questa iniziativa merita un plauso netto e senza ambiguità. Non solo per la solidarietà concreta verso un carabiniere lasciato solo ad affrontare le conseguenze economiche di una condanna maturata durante il servizio, ma perché la risposta dei cittadini smaschera un sentimento popolare profondo.

Un sentimento di sfiducia verso una certa magistratura percepita come severissima con chi difende lo Stato o con le vittime di reati contro la persona, e troppo spesso indulgente o comprensiva verso chi quei reati li commette

I 240 mila euro raccolti non sono solo denaro: sono un messaggio politico e culturale che nessuno dovrebbe fingere di non vedere.

Al di là delle valutazioni giudiziarie, che spettano ai tribunali, il caso è diventato un simbolo. Da un lato un servitore dello Stato che, durante un’azione di servizio, si ritrova non solo condannato penalmente ma anche chiamato a risarcire economicamente i familiari di chi ha perso la vita durante quell’intervento.

Dall’altro una mobilitazione popolare che nasce spontaneamente e che segnala una frattura sempre più evidente tra il senso comune dei cittadini e una parte delle istituzioni giudiziarie

In questo contesto si inseriscono le nuove proposte sulla sicurezza e la cosiddetta legge “anti maranza”, che promette più strumenti per prevenire violenze, baby gang e degrado urbano. È facile prevedere che tali misure provocheranno proteste. Quasi certamente una sinistra che non è scesa in piazza per l’Iran tornerà a manifestare, anche a Firenze e Milano ad esempio, denunciando queste regole come “fassiste”.

Uno schema già visto: mobilitazione ideologica contro l’inasprimento delle norme, accompagnata però dalla sistematica minimizzazione dello stato reale della sicurezza nelle città.
Il paradosso emerge subito dopo

Le stesse forze politiche che gridano all’autoritarismo chiedono più agenti sul territorio che, vedono spesso frustrato il loro lavoro vedendo a piede libero dopo poche ore con un foglio di via l’autore di un crimine da loro fermato poco prima o peggio vengono puniti e sanzionati durante il servizio,, queste forze politiche sono le stesse cge in uno stato simile di cose pensano che sia sufficiente la sola presenza di una divisa per preveniee un reato e quindi la loro unica proposta rimane quella di avere più pattuglie, più presenza dello Stato, che ègiusta ma che in Italiaègiàsuperiore a quella di molti altri paesi europei, che evidentemente oltre a una presenza di forze dell’ordine riecono a contenere in modo più adeguato la sicurezza tutelando maggiormente i loro agenti di PS da una parte e applicando con maggior decisione e severità le loro norme.

Da noi invece in più di un caso gli stessi agenti che, quando intervengono, rischiano di finire sotto processo e per ” atti dovuti” o addirittura condannati, come nel caso del carabiniere sostenuto da La Verità, vengono condannati non solo penalmente ma anche al pagamento di risarcimenti pesantissimi.

Una contraddizione che mina alla base la credibilità di molte prese di posizione.

Se e quando le nuove norme sulla sicurezza verranno finalmente varate, il re resterà nudo

A quel punto la sinistra, soprattutto nelle sue roccaforti come Firenze e Milano, dovrà decidere da che parte stare davvero: con una legge che prova a ristabilire ordine e tutela per i cittadini e per chi li difende, oppure con i maranza.

Perché continuare a chiedere sicurezza delegittimando sistematicamente chi la garantisce non è più solo incoerenza, ma una scelta politica precisa di cui prima o poi bisognerà rispondere.

Per adesso si sa che il pacchetto sicurezza punta a rafforzare la prevenzione e il contrasto alle baby gang attraverso un giro di vite sul porto di coltelli e oggetti atti a offendere, soprattutto da parte dei minori, a rendere più incisivi gli strumenti di controllo del territorio come le zone a tutela rafforzata e a introdurre forme di maggiore responsabilità anche per le famiglie dei minorenni coinvolti in reati

L’obiettivo dichiarato è ridare centralità alla sicurezza urbana e tutelare chi opera in divisa, evitando che ogni intervento legittimo si trasformi automaticamente in un incubo giudiziario.

Proposte che, al netto delle polemiche, rispondono a una domanda di ordine e protezione che una parte sempre più ampia del Paese sente come urgente.

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Tags: AGENTI POLIZIACARABINIERIDdl sicurezzaGIORGIA MELONIIN EVIDENZA
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