Nel libro della Treccani “Il Libro dell’anno”, il volume che registra i neologismi e gli ultimi lasciti del 2018. Un neologismo annotato nel libro che suscita scandalo è il termine Ferragnez, la parola-macedonia che vede la fusione del cognome dell’influencer Chiara Ferragni e del rapper Fedez in occasione del loro matrimonio, diventato virale sui social.

Sono stati attestati ne “Il Libro dell’anno” della Treccani dei nuovi neologismi che testimoniano tendenze dell’ultimo anno passato. Quelli che colpiscono di più sono viadotticidio, termine che indica il crollo di un viadotto con conseguente strage, Sarrismo, nuova parola che rimanda alla filosofia calcistica dell’allenatore del Chelsea Maurizio Sarri, anche se quella che desta maggior scalpore è Ferragnez. Ferragnez è la parola inventata dall’influencer Chiara Ferragni e dal rapper Fedez in occasione del proprio matrimonio: si tratta di una parola-macedonia, ossia di una parola che in questo caso fonde i cognomi delle due celebrità.
Su twitter è sorta una polemica a riguardo in quanto alcuni sostengono che non sia giusto annoverare tra i neologismi un termine che viene considerato di basso livello.

Come riporta la Treccani, il termine neologismo è “In genere, parola o locuzione nuova, non appartenente cioè al corpo lessicale di una lingua, tratta per derivazione o composizione da parole già in uso o introdotta con adattamenti da altra lingua“, che “risponde alla necessità di esprimere concetti nuovi, di denominare o qualificare nuove cose e istituzioni“.
Dunque l’aver attestato il termine Ferragnez non significa dare prestigio alla parola, non implica giudizi, ma è semplicemente la presa di coscienza oggettiva di una parola che è stata utilizzata molto nello scorso anno per le nozze di cui si è parlato di più sui social, e che forse continuerà ad essere sulle bocche degli italiani anche in futuro in riferimento alla coppia Ferragni – Fedez.
È proprio così che risponde la Treccani su twitter: “registrare un neologismo segnala che una parola “nuova” è diventata piuttosto comune in contesti relativamente sostenuti, come quello giornalistico.” e ancora “I neologismi che registriamo sono uno specchio di come parlano e scrivono gli italiani, non di quello che crediamo debbano dire o scrivere.”, “rilevare un neologismo non implica giudizi morali, né artistici, né sportivi.”.

La scelta di inserire in un contesto così prestigioso tanta pochezza, per quanto la spiegazione data sia assolutamente logica, lascia l’amaro in bocca. Fedez e Ferragni funzionano benissimo come influencer, fanno girare tanti soldi, tutto quello che volete, ma non trasmettono niente. Nessun contenuto, solo immagine. Ricordano tanto il triste “basta apparire” di Lele Mora.

Sarei curioso di sapere cosa ne penserebbe Giovanni Gentile che La Treccani l’ha fondata…