Fendi e ti difendi, la ridicola mascherina da 190 euro lanciata dalla griffe

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Fendi – Di fronte all’emergenza internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della Sanità, la richiesta di mascherine chirurgiche e di maschere protettive è salita alle stelle. Nelle farmacie italiane scarseggiano mascherine e gel disinfettanti, anzi nelle grandi città, le mascherine sono esaurite da tempo. Un cartello esposto fuori indica che non ce ne sono più. C’è una corsa a prenderne quante più possibili.

Non tutte le mascherine vanno bene, quelle antivirus, per essere efficaci devono possedere un filtraggio omologato. Al momento i modelli conformi sono solo due: le mascherine FFP2 e quelle FFP3. Le FFP1 non rientrano nella normativa perché hanno una protezione di appena il 78%. Le mascherine FFP2 sono invece, considerate ad alta protezione, omologate per trattenere particelle fino a 0,6 micron, con un’efficienza di filtrazione minima del 92%. Le FFP3 sono addirittura considerate di livello superiore, approvate per trattenere particelle fino a 0,6 micron, con un’efficienza di filtrazione minima del 98%. Ed ecco che è partita la caccia alla mascherina.

C’è chi è riuscito a comprarla in farmacia, c’è chi ha optato per il web. Sulla piattaforma più usata per comprare online le mascherine hanno raggiunto prezzi alle stelle. Una confezione da 5 pezzi di mascherine con valvola classe FFP3 costa 99,90 euro. Qualcosa si risparmia con le mascherine monouso, FFP2, quindi di una classe più bassa. Il pacco da 10 pezzi costa “appena” 56 euro a cui vanno aggiunte 18 euro di spedizione. Il presidente della Federazione ordini farmacisti italiani afferma che la grande richiesta di mascherine ha messo in difficoltà il sistema.

“C’è una grande richiesta, si tratta di prodotti utilizzati in particolari condizioni, non hanno un uso abituale. Al netto di quanto ogni farmacia sta cercando di fare per approvvigionarsi, lunedì farò una richiesta al ministro per vedere come affrontare questa emergenza. Stiamo mettendo in campo delle soluzioni, abbiamo un’idea, ma ne parleremo lunedì”. Una sfida per i farmacisti, soprattutto per coloro che operano nelle aree di contagio, nei due focolai di Lombardia e Veneto: “Stanno lavorando in condizioni di stress – rileva Mandelli- come tutti i professionisti vanno ringraziati con serenità per il loro lavoro”.

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