Essere pro-life può diventare pericoloso. Gli abortisti sono violenti.
A quanto pare chi è a favore dell’aborto porta in sé una carica di violenza inaudita. Essere pro-life può diventare pericoloso.
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L’ABORTO È SENZA DUBBIO la più grande tragedia dei nostri tempi.
Ogni anno vengono uccisi milioni di bambini, con l’idea che questo strazio sia normale anzi, un diritto.
Non solo a queste creature viene impedito di nascere, c’è anche chi si oppone, spesso con la violenza, verso coloro che invece si battono affinché questa strage abbia fine.
I sostenitori dell’aborto sono molti ed anche potenti.
E fanno di tutto per garantire, come si ostinano a ripetere, questo “sacrosanto diritto” delle donne.
Sono presenti in politica, nelle sedi internazionali come l’Onu o l’Unione Europea per tentare di fare sentire il loro grido aggressivo, prepotente, brutale.
Lavorano nei consultori cercando di diffondere la famigerata e pericolosissima RU 486, la pillola abortiva.
Ma non solo, anche la pillola dei 5 giorni dopo, anche alle minorenni non accompagnate da un genitore.
Facendo così sparire l’elimimazione di un figlio anche dai conteggi statistici.
VORREBBERO LIMITARE il diritto dei sanitari all’obiezione di coscienza, la quale rappresenta il punto di riferimento di una civiltà che rispetta i pensieri delle persone
Spesso intervengono imponendo con violenza la loro cultura mortifera.
Sono infatti di non molto tempo fa gli attacchi brutali alla sede di Provita e famiglia
Le minacce a chi, ogni giorno è in prima linea, per tentare di cambiare il paradigma di questa battaglia culturale contro la vita militando Invece per la vita.
C’è anche chi è stato ammazzato solo perché sosteneva che con l’aborto si uccide un bambino.
Perché l’aborto rappresenta l’imbarbarimento della società
Non si può dimenticare Charlie Kirk… infaticabile attivista provita.
Un uomo, un papà, un marito che portava avanti la sua lotta a favore anche della vita, cercando di fare ragionare i ragazzi, le persone, portando idee.
Senza violenza… ma è stato barbaramente ucciso.
QUESTI PRESUNTI “BENEFATTORI”, i sostenitori dei ” diritti “, non tengono però conto che, oltre alle vittime nel grembo materno, c’è ed è provato, il dolore e la sofferenza delle mamme
Di queste poverette, ingannate da una ideologia mortifera, che porteranno il peso di questa decisione scellerata sulla coscienza, per sempre.
I difensori della vita nascente, i pro-life imperterriti, vengono attaccati violentemente anche sui social.
Vengono offesi, spesso in modo pesante, solo perché proteggono la vita.
Cosa scatena tutta questa violenza da chi si ritiene progressista e pacifista?
È una contraddizione!
CHI LAVORA PER LA VITA è sempre dalla parte della non violenza perché riconosce nell’uomo la dignità, fin dal grembo materno
Ciò è preludio di pace.
La dignità, il rispetto sono infatti la base su cui si fonda la pace, come sancisce anche la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo.
Chi lavora per la vita lo fa anche per aiutare le donne/mamme, le quali spesso subiscono pressioni al fine di non portare a termine la gravidanza.
È davvero inaccettabile che non si permetta, a chi vorrebbe promuovere la cultura della vita, di esprimersi.
E soprattutto che lo si faccia con la violenza
La violenza non è mai un buon motore per raggiungere un obiettivo.
E risulta difficile capire come possa, chi si spaccia per pacifista, usare di fatto tanta aggressività per fare valere le proprie idee.
Chi decide per la vita sceglie di costruire; chi risponde con violenza sceglie di distruggere
La violenza sia verbale che fisica porta solo altre ferite, altra paura.
Aiutare una mamma a fare nascere il suo bambino è lavorare per la vita. È lavorare per la pace.
Due occhietti che si affacciano al reale sono la promessa che il mondo continua.
Ed è su questo che dobbiamo scommettere.
Angela D’Alessandro
Prolife insieme
www.prolifeinsieme.it

