Dal campo largo al vicolo cieco: cronaca di un fallimento annunciato
Sui giornali e sui social trovo dichiarazioni di un autorevole esponente di Italia Viva-Casa riformista che si lamenta per l’ostracismo decretato dalla componente di sinistra del campo largo, compresa buona parte del PD, nei confronti della sua formazione in occasione delle prossime elezioni comunali.
Dice: “Non penso sia possibile chiedere di stare tutti insieme dove la vittoria è dubbia e mettere veti dove pensi di stravincere
” L’esponente politico di lunghissimo corso ormai dovrebbe sapere che proprio questa dinamica è quella che dà vita all’esperimento del campo largo, teorizzata nientemeno che dal suo leader di riferimento quando ripete fino alla nausea che senza i suoi voti non si vince; ovvio che quando quei voti appaiono non necessari ci si sganci da una componente del tutto estranea, per origine, posizione, proposte, al resto della coalizione.
L’ex sottosegretario menziona poi una serie di punti programmatici sui quali appare evidente il dissenso con i suoi pretesi alleati: la multiutility dei servizi e la sua quotazione in borsa, l’aeroporto di Firenze, la tranvia e i collegamenti ferroviari nella piana.
Sull’aeroporto stupisce che si stupisca.
Sull’aeroporto stupisce che si stupisca.
La coalizione che lo sta mettendo ai margini ha prima appoggiato un candidato sindaco (proprio contro di lui) più che contrario alla nuova pista; ha poi eletto ai vertici di partito un personaggio altrettanto contrario; ha poi condotto le campagne elettorali del comune di Firenze e della regione Toscana con protagonisti esponenti e forze politiche avverse al progetto, che hanno ostacolato in ogni modo in tutti questi anni, e continuano a ostacolare anche nella nuova compagine che amministra la regione
Le dichiarazioni che rilascia al giornale suonano come una campana a morto: “… dobbiamo tutti prendere atto che ormai la decisione non é più politica, di giunta o del consiglio, ma lasciata ai tribunali. il Tar prima e nel caso il Consiglio di Stato dopo decideranno. Se arriva una bocciatura, sarebbe la seconda, e vedo complicato proseguire.” Come dire: state per vincere, non lasciateci fuori per questo.
Se ce ne fosse stato bisogno, siamo in presenza del fallimento conclamato del progetto politico di costituire il versante centrista e della deriva politica alla ricerca di posti nei prossimi consigli e nelle prossime giunte, senza progetto e anche senza dignità, se ci è consentito
L’alternativa per ora non si intravede. La strutturazione di una forza politica di centro, realmente alternativa agli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra anche in Toscana, è per adesso più che altro un progetto di alcuni volenterosi che non si rassegnano al mercimonio.
Tutti i punti qualificanti dell’azione della giunta regionale sono quanto di più lontano si possa immaginare per una politica genuinamente liberale e democratica: dal riconoscimento della Palestina al reddito di cittadinanza regionale, dalla costituzione di una piccola IRI regionale all’aumento della pressione fiscale regionale, dalla incapacità di realizzare con equilibrio infrastrutture e interventi edilizi alla estrema criticità degli interventi di mobilità a Firenze
Tutto ci parla di un futuro non eccellente, nonostante le intemerate sui social del presidente, ma di una Toscana e di una Firenze in declino, assaltata dalle multe e impaurita dalla scarsa sicurezza.
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