CENTRO-DESTRA E SCIARADA PREFERENZE

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CENTRO-DESTRA E SCIARADA PREFERENZE

INCRESPATURE NEL CDX

Il mare della nuova legge elettorale è ancora agitato. Mentre la contrarietà degli oppositori, sia a sinistra che a destra, è logicamente di bandiera, nella coalizione di governo l’articolazione delle posizioni pare politicamente più insidiosa. E questo lo si vede soprattutto sul discorso delle preferenze, che stenta a trovare una quadra.

Tajani ripete il mantra di Forza Italia secondo cui le preferenze non sono previste negli accordi di coalizione sulla nuova legge elettorale. Anche la Lega fa muro, tanto che Caldiroli, eminenza grigia di ogni legge elettorale, minaccia di riportare la proposta in Senato

Ma il centrodestra non è nuovo, nella sua storia recente, a palesare divisioni su questo delicato tema.

UNA QUESTIONE CHE VIENE DA LONTANO

Nel famoso Patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi ( almeno prima versione ) si escludeva che l’elettore potesse esprimere il voto di preferenza, prevedendo liste bloccate corte, ovvero il mantenimento in capo ai partiti della designazione dei candidati della lista, come nella legge vigente, pur entro un numero limitato, a garanzia della conoscibilità dei candidati.

Rispetto a questa prima versione la mancanza del voto di preferenza fu messa in discussione non solo dal M5SS, ma dalla quasi totalità del CDX di allora:Nuovo Centro Destra, Lega e Fratelli d’Italia, che attribuivano al voto di preferenza il valore simbolico di strumento di garanzia del sistema democratico. Tanto che, in un secondo incontro tra Renzi e Berlusconi, furono parzialmente riviste le condizioni dell’accordo

Entro questo contesto registriamo, ma non commentiamo, l’iniziativa odierna di Matteo Renzi, che ha lanciato una petizione per le preferenze: “Vi preghiamo di firmare e far firmare questa petizione per chiedere che non ci siano liste bloccate ma i cittadini possano scegliere chi li rappresenta”.

L’ARTE DELLA POLITICA AL LAVORO: MEDIAZIONE, COMPROMESSO, FUMATA NERA?

Fratelli d’Italia sembra essere l’unico partito di CDX, insieme a Noi Moderati ed UDC, che continua a tirar dritto sulla conferma delle preferenze. Donzelli, che potremmo definire il “front man” che il partito ha delegato per questa non facile missione, ha recentemente dichiarato che “va lasciata all’elettore la possibilità di scegliere e anche ai partiti di garantire comunque una parte della classe dirigente”. In caso contrario, “ovviamente chiederemo all’Aula cosa ne pensa”.

Affermazione che va decriptata e sciolta, poiché rivela una mediazione in atto, che potrebbe essere quella di formare dei collegi uninominali proporzionali, attraverso cui contemperare primato di scelta dei partiti insieme alla legittima e sacrosanta libertà dei cittadini di legare il voto sia al simbolo che alla persona. Ogni partito presenta un suo candidato nel collegio e l’elettore sa chi vota

Ora vedremo cosa riuscirà a produrre in merito l’arte della politica: un nulla di fatto, un compromesso al ribasso, una mediazione intelligente.

Intanto lasciateci la nostra legittima convinzione ovvero l’idea che la libertà di preferenza deve essere totale.

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