Buone feste. Anche a te e famiglia.

Il tormentone ci sta alle calcagna da giorni, non molla un centimetro. Bello il Natale del 2019: fuori ci sono 20 gradi, e i centri commerciali – che già non vendevano una mazza per la crisi – ci deliziano con un bel Babbo Natale dall’ascella pezzata. Un signore barbuto intabarrato in un abito rosso sintetico, traspirante quanto un sacchetto di plastica, che dispensa mefitici miasmi, anche grazie al riscaldamento sparato al massimo. Del resto siamo in inverno.

Per mantenere intatta la tradizione, nonostante i conti bancari cianotici, le famiglie non rinunciano allo struscio natalizio. Ci si aggira per le città sgomitando nella calca, tra selfie, scazzi coniugali, bimbi isterici e magrebini venditutto, che grazie al meteo gretino son più a casa di noialtri indigeni indigenti.

Due giorni, e Natale sloggia. Si passa alla Fase B: Che fai a Capodanno? Una beata minch… 

Attendiamo comunque trepidanti il bollettino di guerra post San Silvestro che anche quest’anno, grazie alla demenza dilagante, ci riserverà schiere di grandi mutilati da botto e di crash test effettuati da piloti last minute ad alto tasso alcolemico-narcotico.

Un ultimo giro di boa, e il supplizio finalmente volgerà al termine. Arriva la Befana che nella notte dell’Epifania fa salire alle stelle il tasso di glicemia, e qualcuno si porta pure via.

Buone feste a tutti voi, e famiglia.

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