Baby Escort, in Italia oltre 2000 minorenni offrono servizi sessuali a pagamento

Sono passati più i cinque anni da quando, nel marzo del 2014 venne alla luce il caso delle baby squillo dei Parioli che convolse 500 nomi  della “Roma bene”, e che finì con l’arresto per sfruttamento della prostituzione di Mirko Ieni, “agente” di Azzurra e di Aurora le due escort romane di 14 e 15 anni. Nuova Cronaca torna sull’argomento e scopre che, non solo nulla è cambiato ma che, anzi, il fenomeno delle baby escort si è esteso. 

Nuova Cronaca riapre il file e racconta il sorprendente fenomeno delle giovani prostitute universitarie che, per mantenersi gli studi e per vivere “sopra le righe”, offrono servizi sessuali a pagamento direttamente in casa propria. La realtà è in costante aumento e sta creando problemi di concorrenza con le prostitute che usano i canali tradizionali, la strada, l’appartamento, costrette ora ad abbassare i prezzi.

Sono le ventitré di una serata come tante quando decido di iniziare a raccogliere dettagli  per realizzare questo articolo. Dopo alcune ricerche su Google utilizzando parole chiave  che non mi portano da nessuna parte (ad eccetto dei classici siti di escort), finalmente trovo la chiave di accesso (che per validi motivi non cito perché sarebbe come la pappa pronta per i gatti). 

Mi addentro curioso di conoscere (come un adolescente alle prime armi) ma con la consapevolezza di un adulto, le sorprese che mi attendono. Ce n’è per tutti i gusti: “trans, donne mature, giovani orientali che elargiscono prestazioni sessuali in coppia, infermiere over 50 in lingerie provocante, e, con mio grande rammarico, anche studentesse a viso scoperto che postano foto di sesso esplicito.

Nella rete questa volta ci siamo finiti anche noi ma con un fine diverso dal solito: far luce sul  mercato del sesso a pagamento delle studentesse universitarie. Quello che racconterò di seguito  potrà diventare spunto di riflessione per ogni genitore. Gli annunci postati sul sito parlano chiaro e le foto di giovanissime studentesse in piccanti pose erotiche ed invitanti ancora di più. Guardo le foto e il mio stomaco si contrae, ho una figlia della stessa età e per un attimo penso ai familiari di queste ragazze ignari di tutto.

Per una madre o un padre “responsabili” i figli, sono “pezzi e core” come dicono a Napoli ma in questo caso il cuore dei diretti interessati, se sapessero, andrebbe letteralmente in frantumi lasciando spazio a sentimenti distruttivi e a innumerevoli sensi di colpa dal titolo: “dove ho sbagliato? Perché proprio a me? Le ho dato fiducia e invece…Dopo le dovute riflessioni del caso, mi decido e ne contatto una. Il suo nome è ben visibile nello spazio dedicato come in evidenza è indicato l’elenco delle prestazioni sessuali.

Si chiama Camilla, ha 19 anni, riceve a Gallarate. Osservo le foto, ha il viso scoperto, porta due grandi occhiali da vista neri (tipo segretaria vogliosa) e indossa una t shirt aderente, non porta le mutandine e in una foto si vede la vagina in bella mostra. Nascondo il numero del mio cellulare e faccio partire la chiamata, il telefono squilla ma lei non risponde, ritento, ma continua a non rispondere. Rileggendo l’annuncio mi accorgo di essermi perso un dettaglio importante che citava: “non rispondo a numeri anonimi”. 

Ritento con il numero visibile, risponde al terzo squillo, percepisco dalla voce che è una ragazzina, le chiedo l’età mi dice di avere 19 anni (anche se nella foto sembra averne 16). Alla domanda “di dove sei”? Risponde che è italiana di padre e Spagnola di madre. Con estrema rapidità e senza indulgere in inutili preamboli mi invita a recarmi a casa sua dove con 50-100 euro promette di farmi impazzire di piacere offrendo tutta se stessa senza riserve. Per un attimo rimango sbigottito e incredulo dai suoi modi diretti e invitanti, le spiego che sono un giornalista e che vorrei farle alcune domande e lei per tutta risposta e in modo risoluto risponde che le sto solo facendo perdere tempo e soldi e con i giornalisti non parla.

Senza aggiungere altro mi liquida sbattendomi il telefono in faccia. Non mi arrendo e ne contatto una decina sempre con la stessa prassi, tutte giovanissime e tutte disponibili a dispensare piacere ma non inclini all’intervista. Alcune hanno un leggero accento straniero, altre sono Italianissime. Decido allora di immedesimarmi in “cliente” e contatto una studentessa di 19 anni di Legnano: Victoria. Dalle foto si percepisce che di accattivante ha solo  la lingerie trasparente che lascia trapelare un seno nudo e le mutandine nere, niente trucco, capelli lunghi fino alle spalle e due bellissimi occhi azzurri. Anche lei a viso scoperto come se del domani non gliene importasse nulla. Più che sesso, l’espressione del suo viso, lascia trasparire tenerezza ma a “quelli” del “girone dei lussuriosi” poco importa. L’obiettivo è farsela, dimostrando a se stessi che sono uomini e che in “sesso da marciapiede” possiedono un Master.

Ecco di seguito la sintesi della telefonata.

Quanti anni hai?

Diciannove

Sei Italiana?

Si, italianissima. Mio padre è italiano e mia madre è Ucraina

Sei disponibile stasera?

Si, possiamo fare tutto quello che vuoi, bocca, c…o, sono molto brava a letto, e posso soddisfare tutte le tue fantasie erotiche…

Sono over 50, vado bene lo stesso?

No problem! Gli uomini maturi sono meglio perché sono più esperti e fantasiosi. Non ti preoccupare, vedrai che ti faccio impazzire di piacere.

Dove possiamo vederci?

A casa mia, abito a Legnano. Possiamo farlo sul divano o se preferisci sul letto matrimoniale.

Io sono molto esigente, se non collabori, non mi eccito.

Io faccio tutto, caro, mi piace giocare… stai tranquillo che non rimarrai deluso, s…..o bene e ho due chiappe belle sode, vieni a trovarmi e vedrai.

Perché non vieni tu a casa mia? O se preferisci andiamo in Motel?

No caro, ricevo solo a casa e non mi sposto.

Quant’è la tua tariffa?

Cinquanta euro rapporto normale e cento euro rapporto completo.

Allora, vieni? Mi chiede lei.

Domani, oggi non posso, ciao.

Appoggio il telefono sulla scrivania e miei occhi vengono rapiti per un attimo dalla luna piena che illumina il giardino. Rifletto su quello che ho appena sentito e mi chiedo se per queste giovanissime studentesse il gioco vale la candela. Il rischio di ricevere nella propria camera da letto un malcapitato è alto, come alte sono le probabilità di concedersi ad uno sconosciuto infetto da Hiv.

Perché “buttarsi” via così senza ritegno e senza rispetto per la propria persona? Forse perché a volte, risulta più facile vivere al di sopra delle proprie possibilità e una volta entrate nel vortice dei guadagni facili, diventa difficile uscirne. O forse perché l’essere moralisti oggi non è più di moda e la trasgressione è lo stereotipo da seguire per essere al passo coi tempi. E se dietro tutto questo marciume ci fosse ancora una volta lo zampino del racket della prostituzione?    

Per l’anagrafe sono bambine. Eppure, secondo la Commissione Affari sociali della Camera, in Italia ci sarebbero oltre 2000 minorenni dedite alla prostituzione, chi per scelta, chi per obbligo. La stessa commissione ha stimato in tre milioni i clienti delle baby prostitute.

Non sono solo rumene, moldave, nigeriane sulle strade: il fenomeno è fortemente in crescita e vede sempre più spesso ragazze italiane e benestanti usare il proprio corpo, in discoteca come a scuola, per comprarsi vestiti, borse, ricariche del cellulare ma anche, dal punto di vista psicologico e sociologico, come strumento di controllo, competizione, ed acquisizione di potere verso il prossimo. C’era stato il caso delle baby prostitute di Milano, nel 2009: i coetanei le chiamavano “ragazze doccia”, perché facevano sesso quotidianamente, come si fa la doccia appunto.

Adolescenti, quasi sempre benestanti, che si prostituivano a scuola, non per soldi ma per beni materiali. Gli istituti frequentati erano prevalentemente privati. Nelle prime ore, domanda e offerta venivano contrattate sui telefonini, poi si passava in bagno dove le ragazze accettavano anche più di un cliente a testa, a seconda di quanto offrivano i loro compagni.

Nel 2013 lo scandalo dei Parioli, quartiere chic della Capitale, uno dei più chiacchierati scandali sessuali d’Italia, una storia cominciata tra i banchi di un liceo classico e di recente diventata una serie tv. Tra i clienti, raccontano gli inquirenti “professionisti e commercianti, molto ricchi e con pochi scrupoli, pronti a spendere centinaia di euro, fino a migliaia di euro per un intero week end con loro”. Le Lolite piacciono, i clienti non mancano. A Brescia nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale, nel 2016, è stato scoperto un giro di prostituzione minorile in pieno giorno, sotto gli occhi di commercianti e clienti: sesso orale per pochi euro. E l’età si abbassa sempre più, 12, 13 anni, dove il confine tra prostituzione e pedofilia non esiste più.

Fonte: Gio Musso per Nuova Cronaca

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