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ATTACCO USA IN VENEZUELA. LA FORZA CHE PIEGA IL DIRITTO

di Roberto Lobosco
5 Gennaio 2026
In Esteri
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ATTACCO USA IN VENEZUELA. LA FORZA CHE PIEGA IL DIRITTO
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ATTACCO USA IN VENEZUELA. LA FORZA CHE PIEGA IL DIRITTO

Quale valore assume ancora il diritto internazionale all’interno di un contesto dove domina ormai la legge del più forte?

Gli Stati Uniti hanno condotto  un’azione militare sul territorio di uno Stato sovrano, il Venezuela, senza alcuna autorizzazione da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Si tratta evidentemente di un’azione unilaterale che viola il diritto internazionale.

Maduro viene accusato di essere un dittatore comunista e un narcotrafficante. Si tratta di uno schema ormai noto e collaudato

In realtà Maduro è erede della rivoluzione chavista che rientra in quel socialismo nazionale e rivoluzionario tipico dell’America Latina.

Maduro non è comunista e anche se lo fosse non è stato arrestato per questo. Come spiega il magistrato Nicola Gratteri, il Venezuela non ha alcun ruolo di rilievo nel narcotraffico internazionale: ” parlando di narcotraffico – è l’ultimo dei paesi sudamericani del quale dobbiamo interessarci

La cocaina si produce in Colombia, Bolivia e Perù e non in Venezuela”. Il grosso della droga che circola negli Stati Uniti proviene dal Messico, quella che arriva dal Venezuela è minoritaria.

Dunque se questa è la ragione, l’attacco di Trump non è affatto giustificato anche perché per coerenza bisognerebbe intervenire anche in altri Stati ben più coinvolti nel traffico di droga

I veri motivi di questa operazione militare di regime change sono strategici, come ammesso dallo stesso presidente Trump il quale ha dichiarato che ora gli Stati Uniti si prenderanno il controllo dell’industria petrolifera locale e che le compagnie americane ne ricostruiranno a proprie spese le infrastrutture per vendere il petrolio ad altri paesi.

Ricordiamo che il Venezuela è il paese con le maggiori riserve di greggio al mondo

Ed oltre alle riserve petrolifere sono presenti giacimenti di litio e di terre rare.

La grande colpa del Venezuela è stata quella di nazionalizzare  l’industria petrolifera e dunque di volere essere libero di gestire le proprie risorse liberamente senza dover rendere conto agli Stati Uniti o dover far arricchire le sue imprese.

Oltre a ragioni di carattere economico, gli Stati Uniti sono intervenuti in Venezuela per estendere la sua influenza in America Latina

Sotto il governo di Chávez e poi di Maduro, il Venezuela si era infatti avvicinato a paesi che gli Stati Uniti ritengono avversari, come la Cina, l’Iran e la Russia.

Non si tratta di difendere o elogiare il governo Maduro ma di riconoscere il diritto dei popoli ad autodeterminarsi e di condannare dunque qualsiasi intromissione diretta a violare la sovranità territoriale, nazionale, politica di un altro Stato indipendentemente dal giudizio che si può avere su quel governo

Anche perché altrimenti dovremmo giustificare ogni intervento del genere, anche da parte di altre potenze, sul presupposto che un certo regime non è gradito sulla base di una valutazione che può essere arbitraria e soggettiva.

Per le stesse ragioni strategiche in Siria è stato deposto Assad per imporre un governo fondamentalista, jihadista, meno rispettoso dei diritti delle donne e delle minoranze religiose e non certo democratico

Non possiamo non evidenziare l’adozione “dei due pesi e le due misure”, e dunque l’ipocrisia di certe prese di posizione. Che fine ha fatto la logica dell’aggressore e dell’aggredito? Ora l’unione europea congelerà gli asset americani?

Applicheremo sanzioni economiche, manderemo le armi a Caracas per difendersi, il Tribunale Penale Internazionale condannerà Trump come criminale di guerra, gli Stati Uniti saranno esclusi dalle competizioni sportive internazionali e boicotteremo la cultura americana?

Ovviamente non accadrà niente di tutto ciò perché gli Stati Uniti sono egemoni in Europa e tutto gli è concesso con tanto di elogi e giustificazioni.

Gli Stati Uniti non vogliono rappresentare solo una nuova Terra promessa, il luogo delle infinite possibilità dove a chiunque è possibile riscattarsi e scalare la gerarchia sociale, ma vogliono imporre a tutti il loro modello politico ed economico.

Vorrebbero creare un mondo tutto uguale, a sua immagine e somiglianza. Non è solo un desiderio ma una missione, una vocazione assoluta

E in quanto tale non può arrestarsi davanti a niente. Le resistenze che si stanno sviluppando all’imposizione del modello americano e l’intolleranza degli Usa verso stili di vita alternativi sono alla base della crisi mondiale in corso e degli equilibri ormai saltati a livello globale. Gli Stati Uniti, in una logica tutta totalitaria, vogliono fare tabula rasa delle identità dei popoli per la realizzazione di una sorta di Repubblica universale americana.

Pretendono di esportare il loro sistema di totalitarismo morbido a tutti. Quello che li pervade è uno spirito di crociata, una visione totalmente manichea del mondo secondo la quale loro sono i “buoni” e tutti gli altri i nemici della libertà

La loro visione delle cose è semplicistica e proprio per questo estremamente pericolosa. Sono convinti di essere il miglior prodotto dell’umanità e non possono concepire che vi siano popoli che non accettino il loro stile di vita e il suo sistema economico e politico. Sono animati da un motivo religioso, dalla certezza di essere il Paese più libero del globo e che tutti vorrebbero e dovrebbero vivere come loro.

Sono convinti di vivere nel migliore dei mondi possibili, non concepiscono altro modello che l’american way life, e si sorprendono perchè in molte parti del mondo li odiano

Nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca dell’11 ottobre 2001, George W. Bush disse: “Non capisco come delle persone possano detestarci […] Io sono come la maggior parte degli americani, non posso crederlo, perché so quanto siamo buoni”.

Non gli viene in mente il genocidio degli indiani, lo schiavismo, il razzismo, il fatto che sono stati l’unico paese a usare per ben due volte la bomba atomica senza alcuna giustificazione militare?

O che l’appoggio a Israele è percepito come una forma di neocolonialismo?

Le guerre preventive e le proteste organizzate, finanziate e alimentare all’interno di altri Stati?

O che i loro bombardamenti intelligenti e umanitari hanno distrutto vite e infrastrutture fondamentali e che l’uso dell’embargo è un’arma di ricatto che provoca fame e miseria nei popoli?

Non accettano nessuna intromissione nei propri affari ma si permettono di occuparsi delle questioni degli altri Stati

L’esportazione violenta della democrazia, con la guerra o con operazioni di regime change, è funzionale creare nuovi mercati e dunque nuovi consumatori, accedere liberamente alle risorse naturali e per ragioni di geopolitica.

Non vi è il rischio che la democrazia divenga uno strumento e una giustificazione per l’asservimento dell’individuo al potere statale e per poter intraprendere guerre imperialiste?

Una giustificazione per legittimare il proprio operato. Possiamo davvero sostenere che il modello di democrazia americana sia l’unica forma di democrazia possibile e che non esistano quindi alternative? Cosa significa realmente democrazia?

La democrazia, nella realtà delle cose e delle possibilità concrete, esprime il diritto del popolo di dare il suo contributo alla formazione delle leggi, all’interno di una cornice egualitari

Come poi si concretizzi questo contributo è un altro discorso che apre innumerevoli possibilità. Gli Stati Uniti presuppongono una superiorità morale e hanno la pretesa che tutti i popoli intendano la partecipazione popolare, la libertà e la giustizia nello stesso modo, cioè il loro.

Chi si oppone è un barbaro o un terrorista

Ma non è forse questa una visione tipicamente totalitaria visto che rifiuta e vuole eliminare tutto ciò che non si conforma all’unica verità possibile e si sente giustificata a imporsi con tutti i mezzi?

La categoria politica del totalitarismo, in quanto affonda le sue radici nella modernità e nella società di massa, mantiene ancora una sua attualità arrivando a certe derive di controllo assoluto e senza limitazioni della società.

L’essenza del totalitarismo va ricercata nelle finalità che persegue più che negli strumenti di cui si serve

E la finalità è il livellamento, l’omologazione, la riduzione della realtà ad un unico paradigma, il rifiuto di tutto ciò che non è conforme.

Gli Stati Uniti non comprendono che non tutti i popoli vogliono vivere come loro, che esistono altri modelli decisionali e di convivenza civile e che il mercato e l’economia non sono tutto o quantomeno non necessariamente devono essere considerati un fine

La democrazia americana vuole imporsi a tutti per creare nuovi mercati e nuovi consumatori e lo fa organizzando rivolte, regime change, scatenando guerre preventive, imponendo embarghi che riducono i popoli alla fame e violando la sovranità degli stati e dunque il diritto internazionale.

Senza rendersene conto è fondamentalista, integralista e totalitaria. In tutto ciò non poteva mancare la solita ipocrisia della sinistra che quando è stata al governo ha appoggiato gli interventi militari statunitensi ( Serbia 1999), critica la politica estera americana ma poi tutta quella ideologia nata nelle università d’elitè di oltre Oceano (politically correct, gender, cancel culture, woke ecc.. ) attecchisce così bene proprio nel mondo progressista

Parlano di pace ma poi con la politica del riarmo contribuiranno a generare una enorme bolla finanziaria sugli armamenti,  a vantaggio delle élite che generano profitti attraverso la spesa pubblica, dimenticandosi del welfare.

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Tags: DIRITTODONALD TRUMPMaduroPRIMO PIANOVENEZUELA
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