In Italia per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti, meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo. Questo accade per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera, principalmente a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale. É quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla nuova direttiva europea per mettere al bando le pratiche commerciali sleali lungo la catena agroalimentare, approvata dal Parlamento Europeo e seguita fin dall’inizio dal relatore del provvedimento, il vice presidente della Commissione agricoltura dell’Europarlamento, Paolo De Castro.

Secondo Coldiretti si tratta di un passaggio fondamentale per il futuro del settore agroalimentare europeo, che riconosce e combatte azioni commerciali inique e immorali per garantire un trattamento più equo alle piccole e medie imprese agroalimentari. “É necessario sanare una ingiustizia profonda – precisa il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini – rendendo più equa la catena di distribuzione degli alimenti che vede oggi sottopagati i prodotti agricoli. Spesso al di sotto dei costi di produzione senza alcun beneficio per i consumatori“.

Per difendere gli agricoltori dallo strapotere delle grandi catene distributive è stata tra l’altro prevista – spiega Coldiretti – la cancellazione delle condizioni capestro: dalle vendite last minute degli ordini ai ritardi di pagamento delle forniture, dalle modifiche non concordate dei contratti ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti, fino a vendite sotto costo e doppie aste. Nel provvedimento è stato inoltre introdotto l’anonimato per coloro che denunciano tali vessazioni ed è stata accordata alle associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare denunce per conto dei propri soci.

Da anni ormai il settore agricolo europeo – prosegue Coldiretti – chiede una normativa Ue che miri ad affrontare queste pratiche, con l’obiettivo di una filiera agricola ed alimentare più giusta, più trasparente, più equa e più sostenibile in tutta l’Unione. Una filiera dalla quale ogni operatore possa trarre beneficio, a partire dai consumatori. Si evidenzia del resto che, in alcune circostanze, sottoforma di intimidazioni e minacce rivolte alle imprese agricole si nascondono – conclude Coldiretti – vere e proprie condotte agromafiose.”.