All Blacks, storia di Big Karl nel rugby per dimagrire

Il prossimo fine settimana si concluderà il mese dei test match autunnali del rugby internazionale, l’Italia affronterà allo Stadio Olimpico di Roma i due volte campioni del mondo della Nuova Zelanda di Karl Tu’inukuafe.
 

Tu’inukuafe durante Nuova Zelanda-Sudafrica del Quattro Nazioni al Westpac Stadium di Wellington 

Il pilone ha esordito con gli All Blacks la scorsa estate, a 25 anni. Arrivando a indossare la prestigiosa maglia nera in modo davvero singolare. “Big Karl” — come lo chiamano in Nuova Zelanda — è originario di Auckland e iniziò a giocare con il Wesley College, smise di giocare a rugby dopo essersi diplomato nel 2012. Trovò un impiego part-time come buttafuori in un locale di Auckland. Nei due anni di inattività ebbe uno stile di vita sedentario, accompagnato da una dieta sregolata, che lo portò nel 2014 a pesare 175 chilogrammi per circa 1 metro e 86 centimetri di altezza.

Nello stesso anno fu costretto a vedere un medico per dei dolori alle gambe che avvertiva sempre più di frequente. Il dottore che lo visitò gli disse che il suo corpo stava dando dei segnali di cedimento a causa di un peso fuori controllo: segnali che di lì a poco avrebbero potuto portare anche a un arresto cardiaco.

Tu’inukuafe dovette mettersi nell’ordine di idee di dimagrire e avere uno stile di vita più sano. Non essendosi mai avvicinato a nessun’altra disciplina oltre al rugby la scelta fu facile, e riprese quindi a giocare localmente. Dopo circa due anni di attività arrivò a pesare trenta chili in meno, un calo impressionante che di fatto lo rese un pilone pronto a giocare anche a livelli più alti, avendo già buone basi.

Nel 2015 un suo amico, Jerry Collins, noto professionista e vecchio All Blacks, gli procurò un contratto con la squadra del Narbonne, nella seconda divisione francese, dove rimase per circa un anno con la prospettiva di guadagnare abbastanza bene da poter ritornare poi in Nuova Zelanda con qualche sicurezza in più. E infatti dopo un anno trascorso in Francia  tornò in patria e firmò con la squadra provinciale di North Harbour, con cui gioca tuttora.

Dopo una stagione di presenze regolari e di spessore con North Harbour – e altri cinque chili persi – la seconda parte della sua carriera ha avuto una spinta improvvisa. Tu’inukuafe si distingueva per forza esplosiva e disciplina. E così, quasi per caso, aveva fatto il salto nel grande rugby, diventando titolare e mettendo insieme sedici presenze nella prima stagione in Super Rugby, il miglior campionato al mondo.

La nazionale neozelandese perse per infortunio uno dei suoi piloni titolari a quel punto l’allenatore aveva bisogno di cercare alla svelta un sostituto dal campionato, e Tu’inukuafe era il più adatto. «Non avevo mai sentito parlare di lui prima che arrivasse agli Chiefs, e credo che non lo conoscessero nemmeno loro. Voglio dire, ovviamente non era qualcuno che stava in cima al nostro radar. Sapevamo che prima aveva giocato a rugby e sapevamo qualcos’altro su di lui, ma non era qualcuno su cui stavamo tenendo un occhio, ecco», ha dichiarato l’allenatore.

Tu’inukuafe ha esordito con gli All Blacks come sostituto del pilone Joe Moody lo scorso giugno nel test match vinto contro la Francia 52-11, tirando subito giù parecchi avversari. Nelle altre due partite della serie ha sempre rimpiazzato Moody con prestazioni di spessore, ordinate e molto apprezzate da tutti. Dopo aver contribuito alle tre vittorie contro la Francia, ha firmato un contratto di permanenza fino al 2021 con gli All Blacks e con la squadra degli Auckland Blues (le due cose sono legate, in quanto gli All Blacks convocano solo giocatori impegnati con squadre neozelandesi). L’allenatore Hansen si è detto stupito dalle prestazioni e dall’umiltà di Tu’inukuafe, che ha poi fatto esordire da titolare a settembre nella partita del Quattro Nazioni giocata contro l’Argentina. E poi ancora contro il Sudafrica. A novembre è stato titolare nei due test match giocati contro Inghilterra e Irlanda, e lo sarà probabilmente anche a Roma contro l’Italia. Nel frattempo è diventato testimonial dell’azienda di abbigliamento Johnny Bigg, specializzata in taglie forti.

 
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