Dal libro
(Ailis – Luce del mondo celtico)
(Ailis – Luce del mondo celtico)
Ailis vive dove la terra respira ancora piano.
Non al centro delle storie, ma nei loro margini.
È cresciuta tra alberi antichi e acque lente,in un tempo in cui la natura non era un simbolo,ma una presenza quotidiana.
Non ha imparato a dominare il mondo,
ma ad ascoltarlo
ma ad ascoltarlo
Il suo nome significa luce.
Non quella che acceca,
ma quella che ritorna quando l’inverno non è ancora finito.
Non quella che acceca,
ma quella che ritorna quando l’inverno non è ancora finito.
Ailis conosce i gesti piccoli:
accendere un fuoco,
raccogliere un’erba,
restare in silenzio quando serve.
Non guida con la voce alta,
ma con la continuità.
accendere un fuoco,
raccogliere un’erba,
restare in silenzio quando serve.
Non guida con la voce alta,
ma con la continuità.
Attraverso di lei passano le stagioni
e i momenti di passaggio
Samhain, quando si ricorda.
Imbolc, quando qualcosa ricomincia piano.
Imbolc, quando qualcosa ricomincia piano.
Beltane, quando la vita chiede spazio.
Il mondo intorno cambia,
le tradizioni si assottigliano,
alcune cose rischiano di andare perdute.
Il mondo intorno cambia,
le tradizioni si assottigliano,
alcune cose rischiano di andare perdute.
Ailis non combatte questo cambiamento.
Lo attraversa,
tenendo ciò che può essere custodito.
Questa non è una storia da consumare.
È una presenza da ritrovare.
Ailis non chiede di essere seguita.
Chiede solo di essere ricordata.
tenendo ciò che può essere custodito.
Questa non è una storia da consumare.
È una presenza da ritrovare.
Ailis non chiede di essere seguita.
Chiede solo di essere ricordata.
“Imbolc”
La neve non copriva più tutto.
Restava ai margini dei campi, nelle pieghe dell’ombra, come qualcosa che non voleva ancora andare via del tutto.
Ailis camminava piano.
Restava ai margini dei campi, nelle pieghe dell’ombra, come qualcosa che non voleva ancora andare via del tutto.
Ailis camminava piano.
Non per cautela, ma per ascolto.
Sotto i piedi la terra era fredda, ma viva.
Ogni tanto si fermava, come se il corpo avesse riconosciuto un punto preciso prima ancora del pensiero.
Sotto i piedi la terra era fredda, ma viva.
Ogni tanto si fermava, come se il corpo avesse riconosciuto un punto preciso prima ancora del pensiero.
Lì, dove l’inverno aveva ceduto per primo, spuntavano i bucaneve
Ne raccolse uno solo.
Uno basta, pensò.
La luce non arriva tutta insieme.
Accese il fuoco quando il cielo era ancora chiaro
Non per scaldarsi, ma per segnare il tempo.
Imbolc non è un annuncio, è un passaggio.
Seduta accanto alla fiamma, Ailis non disse nulla
Lasciò che fosse il silenzio a fare il suo lavoro.
Il mondo, quando può, ricomincia da solo.
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