Adunata degli alpini? Una “pagliacciata”. Bufera sulla funzionaria candidata AVS della procura di Genova

Adunata degli alpini? Una “pagliacciata”. Bufera sulla funzionaria candidata AVS della procura di Genova

Tra poche settimane, dopo 25 anni, Genova tornerà a ospitare l’adunata degli Alpini; un corpo, quello delle “penne nere”, che fin dalla Grande Guerra si è distinto per l’eroismo e il grande spirito di sacrificio. E Genova di eroismo ne sa qualcosa, dal momento che, nota di estrema attualità, la resa incondizionata dei nazisti ottenuta dai partigiani il 25 aprile del 1945 fu proprio firmata nel capoluogo ligure che, per tale ragione, si è guadagnato la medaglia d’oro al Valor Militare.

Eppure, l’adunata degli Alpini per la direttrice alla Procura della Repubblica di Genova Lorena Lucattini, candidata AVS, a quanto pare rappresenta una vera sciagura per la città

La stessa ha infatti affermato sui propri social:
“Ci siamo ereditati questa pagliacciata del raduno degli Alpini, che ci occupano scuole e palestre, almeno si pagassero gli alberghi! Bloccano una città per 3 giorni, la sporcano, bevono, fanno casino, ma a cosa servono questi raduni a spese della collettività. Non vedo l’ora se ne vadano ancora prima che arrivino”.

Una posizione netta che, naturalmente, ha sollevato un vespaio e che la direttrice ha difeso con le unghie e con i denti – e per cui la sindaca Salis non ha, per il momento, ancora fatto un fiato.l

Siccome all’epoca dei fatti ero poco meno che ventenne e non penso di aver notato certi dettagli, come ogni giovane degno di questo nome, ho fatto un giro sul web per constatare se davvero il passaggio della scorsa adunata degli Alpini, a Genova, sia rimasta negli annali come la caduta di Cartagine dopo il passaggio di Scipione Africano, con tanto di proverbiale spargimento di sale. Non ho trovato moltissimo, anzi. Mi sono capitate sott’occhio le parole di Gianfranco Dal Mas, sul sito dell’ANA, sezione di Conegliano, a proposito dell’ultimo raduno degli Alpini proprio a Genova.

L’autore dell’articolo ci dice che la città, in vista del successivo G8, programmato per fine luglio, aveva effettuato degli abbellimenti, che avevano soprattutto interessato le innumerevoli aiuole che costellano il centro cittadino

Dice Dal Mas “Giunto a Genova… constatai con un certo disappunto che tali aiuole erano occupate da bivacchi alpini. In alcune, la sera, giravano addirittura… spiedi accanto ad enormi caljere con polenta fumante ed annessa cantina di damigiane… I soliti alpini, pensai, quelli per cui non esistono regole, quelli insensibili ad ogni tipo di raccomandazione e sollecitazione, quelli che le regole le snobbano e le modificano a piacimento.

Quelli che del rispetto dell’ambiente possono anche farne una bandiera e che poi dell’ambiente hanno una quanto mai personalissima visione…

Ma la domenica, nel ripercorrere la città dopo lo scioglimento della sfilata, potei notare come nelle stesse aiuole… le coreografie floreali fossero tornate al loro originale splendore, pulite e curatissime, erba e fiori forse più rigogliosi di prima”.

Ovviamente non bisogna nascondersi dietro a una foglia di fico: alle manifestazioni dove gira parecchio alcol bisogna aspettarsi situazioni di momentaneo degrado.

La cosa curiosa è che, però, basta fare un giro nel Centro Storico di Genova per imbattersi in situazioni di degrado ben peggiori, a cui, tra l’altro, la giunta “unta dal Signore” non ha ancora posto un minimo di rimedio

Insomma, gli alpini verranno, staranno tre giorni, di sicuro faranno un po’ di casino – anzi, è più probabile che a fare casino siano certi “animali” umani autoctoni che vi parteciperanno – e poi se ne andranno.
Il degrado nel Centro Storico di Genova c’è tutto l’anno, da anni.

Viene così da domandarsi se la direttrice avrebbe fatto rimostranze anche se, come 25 anni fa, a organizzare l’evento fosse stata la sinistra – l’ultima adunata fu organizzata dalla giunta Pericu, PD – e non la destra di Marco Bucci

La sua invettiva, infatti, sembra avere un carattere più ideologico che ambientalista o di difesa della libertà di movimento dei cittadini. Insomma, quel “ereditata” lascia un ampio margine di dubbio e considerando anche la simile tendenza dell’attuale giunta genovese a elargire colpe retroattive, poi smentite, come il presunto buco di bilancio, due domande tocca farsele.

Francamente, io non ricordo una città lasciata nella completa devastazione e, continuando a spulciare sul web, nemmeno tanti genovesi.

Quello che, invece, ricordo molto bene è la devastazione che, un paio di mesi dopo, hanno lasciato i blackblock per le strade di Genova

Ma questa, naturalmente, è un’altra storia.

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