La Domenica dell’Arte
Questa domenica l’artista Sasha Sinevir ci regala questo disegno.
Un gatto nero siede davanti a un quadro immenso.
È di spalle. E guarda.
Dentro la cornice dorata c’è un mondo sospeso: una grande vela, una prua fantastica che ricorda la testa di un drago, uccelli in volo e acque agitate
Ma qualcosa, quasi subito, rompe l’ordine della scena.
Il mare non rimane nel quadro.
Un’onda supera la cornice, trabocca e precipita nello spazio in cui siede Lloyd, il piccolo gatto nero. Ed è proprio in questa violazione del confine tra immagine e realtà che il disegno di Sasha Sinevir acquista la sua forza più poetica
Provate a pensarci, ciò che accade lontano non resta mai davvero lontano.
La partenza di qualcuno diventa il silenzio di chi rimane. La distanza smette di essere soltanto uno spazio e diventa presenza, attesa, mancanza. E quel mare troppo vasto per restare imprigionato dentro una cornice finisce per assomigliare a certi sentimenti, quelli che non riusciamo a contenere e che, prima o poi, invadono tutto.
Lloyd non ha volto
Ed è forse proprio per questo che riesce a raccontare così tanto.
Sinevir non ci offre un’espressione da interpretare. Non disegna lacrime, non suggerisce esplicitamente dolore. Lascia a noi il compito di riempire quel piccolo corpo nero con ciò che conosciamo dell’attesa, dell’assenza, della nostalgia.
A volte, per raccontare la tristezza, non servono sembianze umane
Bastano una schiena immobile, due orecchie attente e uno sguardo rivolto verso l’orizzonte.
Eppure quest’opera non parla soltanto di malinconia.
C’è l’oro
L’oro della nave richiama quello della cornice, quasi a creare un filo tra ciò che parte e ciò che resta. Due luoghi apparentemente separati continuano così a parlarsi, come se la distanza non fosse sufficiente a spezzare davvero il legame.
E allora nasce una domanda.
Quella nave si sta allontanando oppure, da qualche parte oltre il bordo del quadro, ha già cominciato il viaggio di ritorno?
Non lo sappiamo
Ed è proprio in questa incertezza che si apre uno spazio per la speranza.
Sasha Sinevir compie così un piccolo prodigio narrativo, ci fa percepire un addio senza mostrarci il momento della separazione, ci fa sentire la solitudine senza rappresentare una figura umana sola, ci lascia immaginare un ritorno senza promettercelo.
Perché l’addio dura un istante.
L’attesa, invece, può diventare un mondo intero
E tra questi due estremi, davanti a un mare che ha deciso di uscire dalla propria cornice, siede un piccolo gatto nero di nome Lloyd.
Guarda.
Aspetta.
Aspetta qualcosa che ancora non possiamo vedere..
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