EMMA BONINO, LA COERENZA E IL CORAGGIO
Con la scomparsa di Emma Bonino, la vita pubblica italiana ed europea perde una delle sue figure più longeve, combattive e indiscutibilmente coerenti. Per oltre mezzo secolo, la storica esponente radicale ha rappresentato un perno del dibattito nazionale, portando avanti le proprie tesi con una tenacia rara e un viscerale rifiuto per i compromessi di comodo.
Un’avversaria di razza a cui una visione della politica fondata sul rispetto e sull’onestà intellettuale non può non tributare il doveroso e sincero onore delle armi
Riconoscere la statura politica di Emma Bonino non significa condividerne il percorso né attenuare un giudizio di merito che, secondo l’ottica conservatrice, liberale classica e d’ispirazione tradizionale, rimane profondamente critico. Per chi mette al centro dell’agenda sociale la difesa dei valori tradizionali e l’identità culturale del Paese, le battaglie della Bonino rappresentano la sintesi di un secolarismo spinto. Dalle campagne referendarie degli anni ’70 sull’aborto fino all’impegno per la liberalizzazione delle sostanze stupefacenti, il fine vita e una concezione dell’autodeterminazione individuale spesso sganciata dalla tutela della famiglia e dal diritto primario alla vita, le distanze rimangono invalicabili.
Tuttavia, esiste una profonda differenza tra la contrapposizione ideale e l’ostilità di maniera
Emma Bonino non è mai stata una politicante da retrobottega; non ha mai cercato il consenso facile delle masse né la protezione delle nicchie di potere. Quando ha difeso una tesi, anche la più divisiva e controversa, lo ha fatto a viso aperto, affrontando i tribunali, le aule giudiziarie, gli scioperi della fame e della sete, pagando sempre di persona il prezzo delle sue provocazioni. In un’epoca segnata dal trasformismo, dalla debolezza ideologica e dalla volatilità delle convinzioni, la sua intransigenza intellettuale ha rappresentato un raro esempio di rigore e dignità che merita rispetto.
Sul piano internazionale, l’eredità della Bonino offre spunti di riflessione articolati per il pensiero sovranista e atlantista
Nel suo ruolo di Commissaria europea prima e di Ministro degli Esteri poi, ha incarnato una difesa intransigente dei diritti umani e un posizionamento saldo nel campo delle democrazie occidentali. La sua ferma opposizione alle dittature, la denuncia dei genocidi e la sua storica battaglia contro le mutilazioni genitali femminili nel mondo islamico sono stati punti d’intersezione fondamentali con la difesa dei principi di libertà e sicurezza che caratterizzano la tradizione culturale dell’Occidente.
La sua figura è stata spigolosa, spesso irriverente verso le radici identitarie e religiose custodite dall’area moderata e nazionale
Ma proprio questa trasparenza ha reso la Bonino un’interlocutrice seria e credibile, capace di confrontarsi a viso aperto senza mai svendere le proprie priorità per una poltrona.
Si spegne una battitrice libera, una parlamentare rigorosa e una “leonessa” che non ha mai chiesto sconti né simpatia
Si chiude una stagione in cui la politica era alimentata dalle idee e dal coraggio di sostenerle; ed è con questa consapevolezza che si saluta un’avversaria di alto profilo, con il rispetto che si deve a chi ha combattuto tutta la vita senza mai ammainare la propria bandiera.
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