L’ESTATE TORRIDA FRENA LA PRESENZA ALLE SAGRE PAESANE
L’estate in Toscana ha sempre avuto i suoi ritmi fissi, il mare di giorno e la sagra di paese la sera. Per decenni le tavolate di legno montate nei campi sportivi o nelle piazze dei borghi sono state il punto di riferimento di luglio e agosto.
Ci si andava per mangiare un piatto di tortelli, bere un bicchiere di vino in compagnia e passare una serata all’aperto spendendo poco
Quest’anno, però, le cose stanno andando in modo un po’ diverso e il motivo è prima di tutto climatico.
Il caldo continuo di questa stagione non dà tregua nemmeno dopo il tramonto.
Nelle zone interne della regione, le temperature serali restano spesso sopra i trenta gradi, rendendo l’aria pesante e poco invitante.
Mangiare cibi strutturati come il cinghiale in umido o le grigliate di carne sotto tende che hanno accumulato calore per tutto il giorno è diventata una scelta che molti preferiscono evitare
Di conseguenza, diverse pro loco stanno registrando un calo visibile di presenze, soprattutto durante i giorni della settimana.
Il problema non riguarda solo chi decide di andare a mangiare, ma anche chi la sagra la deve far funzionare
La maggior parte del personale è composta da volontari di ogni età. Stare per ore davanti a griglie roventi o friggitrici industriali con queste temperature è un impegno fisico notevole, e trovare persone disposte a coprire i turni in cucina sta diventando sempre più complicato per i comitati organizzatori.
C’è poi un cambio chiaro nelle abitudini delle persone
Quando le sere sono così calde, le opzioni si riducono. Chi può cerca di restare vicino alla costa per intercettare un po’ di brezza marina, mentre altri preferiscono semplicemente rintanarsi nei locali al chiuso con l’aria condizionata.
L’offerta classica della provincia, basata su piatti ricchi e tradizionali, pensati per un clima diverso, fa fatica a competere con la ricerca di un po’ di fresco
Per provare a limitare i danni, alcune associazioni hanno iniziato ad correre ai ripari. Si vedono sempre più spesso nebulizzatori d’acqua e grandi ventilatori installati vicino ai banchi, interventi che però fanno salire i costi di gestione in un momento in cui anche le materie prime costano di più.
Altre realtà stanno pensando di spostare gli orari d’apertura più avanti nella notte o di rivedere i menu, introducendo piatti più leggeri e veloci da preparare
Il tema non è banale, perché per molti piccoli Comuni la sagra estiva non è solo un momento di folklore. Le entrate di queste serate servono a finanziare le attività annuali della pubblica assistenza, delle società sportive locali o della conservazione del borgo. Se il trend del caldo estremo dovesse confermarsi anche nei prossimi anni, molte organizzazioni dovranno valutare sul serio se conviene ancora puntare tutto su agosto o se sia più saggio spostare le manifestazioni verso la primavera o l’inizio dell’autunno.
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