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Home Firenze

ALESSANDRO DRAGHI HA RAGIONE! IL TEMPO DELLE DIVISIONI È FINITO SERVE UNA RITROVATA UNITÁ

di Simone Margheri
12 Luglio 2026
In Firenze
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ALESSANDRO DRAGHI HA RAGIONE! IL TEMPO DELLE DIVISIONI È FINITO SERVE UNA RITROVATA UNITÁ
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ALESSANDRO DRAGHI HA RAGIONE! IL TEMPO DELLE DIVISIONI È FINITO SERVE UNA RITROVATA UNITÁ

Gelo nel centro destra Fiorentino, “no comment”, mugugni sottovoce. Le reazioni alla sveglia lanciata da Alessandro Draghi erano prevedibili.

E proprio quella prevedibilità finisce per confermare la fondatezza del suo richiamo

Perché quando un’analisi provoca fastidio invece di una discussione, spesso significa che ha colpito un problema reale o sotteso.

Nel 2024 Eike Schmidt ha ottenuto 52.654 voti contro gli 80.951 un risultato non scontato in una realtà come quella fiorentina. È stato un risultato non scontato, che ha portato il centrodestra al ballottaggio dopo quindici anni e questo rappresenta un risultato politico importante e innegabile che dimostra la fattibilità dell”impresa.

Ma purtroppo al netto del buon risultato nelle democrazie il premio non va a chi arriva vicino, ma giustamente governa chi vince

E a Firenze la sconfitta si è tradotta in altri cinque anni di opposizione.

C’è poi un secondo dato, meno citato ma forse ancora più significativo. Nell’ottobre 2025 il centrodestra ha tentato di presentare una mozione di sfiducia nei confronti della sindaca sul dossier Franchi. Per depositarla servivano quindici firme. Ne sono arrivate soltanto dieci. La mozione è rimasta sulla carta e non è mai arrivata in aula.

Quel passaggio racconta molto più di tante conferenze stampa.

Non è mancata la combattività dei singoli consiglieri. Alessandro Draghi, Angela Sirello, Matteo Chelli, Giovanni Gandolfo e altri esponenti dell’opposizione hanno continuato a portare avanti battaglie su sicurezza, decoro urbano, servizi pubblici e mense scolastiche. È mancato, invece, il coordinamento politico necessario per trasformare iniziative condivise in azione efficace. E la maggioranza ha avuto gioco facile nel liquidare la vicenda come un “flop politico”.

È proprio qui che il ragionamento di Draghi acquista valore

Non si tratta di mettere in discussione la figura di Eike Schmidt, che ha dimostrato qualità personali e capacità di allargare il consenso ben oltre il tradizionale elettorato del centrodestra. Il punto è un altro: nessun candidato, per quanto autorevole, può colmare da solo le debolezze organizzative di una coalizione.

Firenze non è un Comune qualunque

È una delle città simbolo della sinistra italiana, dove il centrosinistra dispone di una rete politica, amministrativa e associativa costruita in decenni di governo. Pensare di espugnare Palazzo Vecchio contando soltanto sul prestigio del candidato o su una buona campagna elettorale negli ultimi mesi significa sottovalutare la complessità della sfida.

E se un tema può dare corpo e credibilità a questa opposizione coordinata, è la sicurezza

Non è propaganda: negli ultimi mesi si sono accumulati episodi che i comitati di quartiere, non solo i partiti, definiscono un’emergenza. Il 9 aprile 2026 un uomo di 45 anni è stato accoltellato e colpito con una catena all’Isolotto davanti al figlio di dieci anni.

A San Jacopino i residenti denunciano un’escalation di spaccate, scippi e aggressioni, fino al gravissimo episodio di violenza su un diciassettenne sulla tramvia. Il capogruppo di Forza Italia Marco Stella ha definito Firenze la seconda città italiana per reati in rapporto alla popolazione: un dato politico, va detto con onestà, non un ranking ufficiale ISTAT, ma coerente con quanto denunciano commercianti e comitati da mesi.

Le Cascine restano off-limits nelle ore serali nonostante centinaia di servizi della Polcascine; sulla tramvia e sugli autobus le aggressioni al personale proseguono senza un presidio dedicato

Su questo la giunta Funaro ha risposto con task force di volontari disarmati formati in sei ore e ordinanze di “vigilanza rafforzata” ripetute nel tempo sulle stesse zone — segno che il problema non si sta risolvendo, si sta soltanto rincorrendo. È il terreno ideale su cui un’opposizione coordinata può smettere di limitarsi alla denuncia dei singoli episodi e costruire, insieme, un piano organico e verificabile: più uomini sul territorio nelle fasce serali, un presidio stabile sul trasporto pubblico, obiettivi misurabili da rendicontare ogni sei mesi.

Per questo la proposta lanciata da Draghi appare tutt’altro che polemica

È un invito al realismo. Serve una cabina di regia permanente tra Fratelli d’Italia, Lista Schmidt, Lega, Forza Italia e Noi Moderati che lavori da subito, senza attendere l’avvicinarsi delle elezioni.

Gli obiettivi dovrebbero essere concreti: verificare preventivamente che ogni iniziativa consiliare disponga dei numeri necessari per essere sostenuta; costruire entro il 2027 una piattaforma amministrativa comune, con la sicurezza come primo capitolo, non come tema tra tanti, capace di offrire un’alternativa credibile ai fiorentini; definire con largo anticipo regole condivise per la scelta del futuro candidato sindaco, evitando personalismi e tensioni dell’ultima ora.

Le coalizioni non vincono semplicemente sommando i voti dei partiti

Vincono quando riescono a trasformare quella somma in una strategia comune, in una leadership riconosciuta e in un progetto coerente.

Alessandro Draghi ha avuto il merito di aprire una discussione scomoda quando c’è ancora il tempo per intervenire.

Ignorare quel richiamo sarebbe un errore

Perché le elezioni del 2029 non si prepareranno nel 2029. Si stanno preparando oggi. E se il centrodestra continuerà a procedere in ordine sparso, il rischio è quello di ritrovarsi, ancora una volta, a commentare un’altra occasione mancata invece di festeggiare una vittoria attesa da troppo tempo.

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Tags: ALESSANDRO DRAGHICENTRODESTRACOMUNE DI FIRENZEIN EVIDENZAOPPOSIZIONE
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