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Home RIFLESSIONE

Domani la Fraternità Sacerdotale San Pio X procederà a nuove consacrazioni episcopali, annunciate da mesi

di Gianluca Pietrosante
1 Luglio 2026
In RIFLESSIONE
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Domani la Fraternità Sacerdotale San Pio X procederà a nuove consacrazioni episcopali, annunciate da mesi
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Domani la Fraternità Sacerdotale San Pio X procederà a nuove consacrazioni episcopali, annunciate da mesi

Solo oggi, alla vigilia delle consacrazioni, Leone XIV ha inviato una lettera al Superiore della Fraternità, don Davide Pagliarani, dopo mesi nei quali era stato chiesto un incontro. Se davvero si voleva un dialogo, perché attendere l’ultimo momento? L’ipocrisia sta tutta qui.

Ma il punto è ben più profondo: molti sostengono che sia stata la Fraternità a “creare” lo stato di necessità, che sia una invenzione di mons. Lefebvre

Io credo invece che sia stata la storia stessa della Chiesa degli ultimi sessant’anni a manifestarlo. Nella prospettiva della Fede, è Dio che permette tempi di prova affinché i cattolici custodiscano integralmente il deposito ricevuto.

Seppur importante, non è solo la questione della liturgia

Il nodo è il Concilio Vaticano II, su cui procede la liturgia, con le sue conseguenze.

Finché si continuerà a ritenere compatibili dottrine che la Fraternità considera in rottura con il Magistero precedente, non potrà esserci un compromesso: Cristo non cercò compromessi con i Farisei quando era in gioco la Verità: deliberatamente si fece crocifiggere per la Chiesa e tutti noi.

La tradizione teologica insegna inoltre che la fede è un tutto organico: non basta professare molte verità se se ne altera anche una sola. Se viene meno un articolo della Fede, viene ferita l’integrità stessa della professione di Fede.

In questi oltre sessant’anni abbiamo assistito a una crisi senza precedenti: drastico calo delle vocazioni sacerdotali e religiose, diminuzione della partecipazione alla Santa Messa, crollo dei matrimoni religiosi, formazione dei futuri sacerdoti scadente, chiese sempre più vuote, perdita del senso del sacro e crescente confusione e ignoranza dottrinale.

Sono fenomeni che molti fedeli collegano alla crisi ecclesiale apertasi nel periodo postconciliare

Nel frattempo, molti fedeli percepiscono che gravi deviazioni dottrinali o disciplinari all’interno della Chiesa abbiano ricevuto risposte deboli o tardive, mentre l’attenzione continua a concentrarsi soprattutto sull’opera fondata da Mons. Marcel Lefebvre, nata con l’intento dichiarato di conservare e trasmettere la Tradizione cattolica (Tradidi quod et accepi, come è scritto sulla sua tomba).

Per questo motivo, le consacrazioni di domani non rappresentano, per chi sostiene la Fraternità, un gesto di ribellione, ma un atto volto a garantire la continuità del sacerdozio e della Tradizione in un tempo ritenuto di grave crisi

La storia della Chiesa insegna che i periodi più difficili sono anche quelli nei quali la Provvidenza suscita uomini disposti a custodire ciò che hanno ricevuto, senza compromessi quando è in gioco la Fede: lo Stato di Necessità, come proclamato da qualcuno, è ovvio che non possono dichiararlo i modernisti che hanno occupato la Chiesa: non diciamo sciocchezze, così si rischia di fare i “legalisti” come i Farisei.

Lo Stato di Necessità è dato dal nostro intelletto, dono dello Spirito Santo, che scava l’intimità delle cose, ovvero la loro essenza: e la Fede, da cui precedono anche i doni, è un dono

Adaequatio intellectus et rei, letteralmente “adeguamento o corrispondenza dell’intelletto e della cosa”, adeguare l’intelletto alla realtà delle cose, ovvero alla Verità, che è sì naturale ma anche soprannaturale. E non tutti posseggono questo dono. Che Dio quindi illumini prima o poi anche costoro.

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Tags: Benedetto XVICattoliciIN EVIDENZALefebvreSan Pio X
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