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Home L'Editoriale

25 Aprile? Dopo ieri, solo San Marco

di Kishore Bombaci
26 Aprile 2026
In L'Editoriale
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25 Aprile? Dopo ieri, solo San Marco
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25 Aprile? Dopo ieri, solo San Marco

Anna Paola Concia ha dichiarato che ieri “il 25 Aprile è morto”. E sono assolutamente d’accordo con lei. Ne riconosco la levatura morale anche se è di un campo avverso al mio. Apprezzo il suo stile e soprattutto il suo coraggio.

E, nel caso di specie, ha perfettamente ragione. Perché quello che si è consumato ieri a Milano (ma così a Roma e a Bologna) ai danni della Brigata Ebraica è qualcosa di talmente ignobile da lasciare senza parole

Cacciati dalla manifestazione, obbligati a un percorso diverso perché insultati, e chiamati “saponette mancate” con evidente richiamo ai lager nazisti e alla triste sorte dei deportati ebrei durante le persecuzioni.

Qualcosa di non nuovo dato che da tempo ogni 25 Aprile la Brigata è oggetto di pesanti insulti e di evidente ostracismo.

Ma mai come ieri i presunti eredi dei liberatori si sono manifestati con il ghigno sadico degli oppressori di un tempo

Il linguaggio dei sedicenti antifascisti si colora delle tinte naziste di chi, al tempo, sterminata gli ebrei. Insomma la kefiah e la svastica appartengono alla medesima matrice simbolica. E ieri quella matrice è stata rivendicata.

I colpevoli?

La sinistra italiana. E intendo davvero generalizzare. Non è sufficiente ricondurre simili comportamenti a “gesti di estremisti” perché la realtà è ben diversa.

La sinistra è colpevole Senza se e Senza ma.

Anni di propaganda, anni di offese e insulti nei confronti di Israele e degli ebrei hanno dato i loro frutti malefici.E non sono stati insulti esclusivamente di invasati.

Ma da tutta la sinistra che a diversi livelli e in diversi contesti ha sparso odio, tracimando dalla critica politica per giungere allo sdoganamento della violenza.

Dai salotti radical chic dei media, alle piazze, persino dal Parlamento i facinorosi con la kefiah hanno sparso menzogne, formulato attacchi sconclusionati, riscritto la storia

In una parola hanno vomitato antisemitismo a ogni piè sospinto e da bravi squadrista rossa qualcuno hanno raccolto la messe di cotanto livor .

Il 25 Aprile, da sempre una ricorrenza usurpata dalla sinistra, si è ufficialmente trasformata da Festa della Liberazione a celebrazione del razzismo antisemita.

Dicono di combattere il fascismo ma adorano il fascismo mutuandone i metodi, gli slogan ed evidentemente anche il substrato ideologico

Non ci può essere scusante né ci può essere pietà né tantomeno minimizzazione. Definire gli ebrei vivi “saponette mancate” alza il livello sfociando in una evidente sovrapposizione con il nazismo hitleriano.

I manifestanti in kefiah non sono mai stati pacifici, sono anni che lo dico da ogni dove

Sono fiancheggiatori del terrorismo, espressione più alta dell’ignoranza associata alla violenza.

La Storia prima o poi lo testimonierà.
Quella stessa Storia che ha certificato come gli arabi di Palestina durante la seconda guerra mondiale stavano dalla parte di Hitler. Vi era persino una divisione SS in Medioriente con il preciso compito di cacciare e perseguitare gli ebrei.

Un disegno di morte ereditato dai terroristi di Hamas, Jihad Islamica e altre sigle del terrore nei cui covi, coerentemente, vengono rinvenute copie del mein kampf

Quella stessa Storia che racconta di una Brigata Ebraica che ha contribuito alla Liberazione liberazione del paese.

La saldatura del male ieri ha decretato la morte del 25 Aprile. Non si tratta più solo della storia raccontata a metà, né più solo della solita sinistra faziosa che omette i crimini dei partigiani, che ne esalta oltremisura il ruolo nella Liberazione e che compie una agiografia a pro proprio di quelle fazioni che ci volevano portare sotto il giogo sovietico (la storia prima di strumentalizzarla andrebbe studiata).

 Ma in questo caso, siamo oltre

Siamo all’inversione antidemocratica della prospettiva, al ribaltamento della verità, all’utilizzo del codice nazista pur dichiarandosi antifascista. Siamo all’esaltazione dell’antisemitismo come collante ideologico dalle fondamenta dell’edificio narrativo e retorico che unisce diversi ruoli in questa tragedia.

Un antisemitismo che traduce in modo plastico l’equazione fra “kefiah e svastica” Qualcosa che, come dicevo, ha diverse facce, ma che fa parte di un disegno comune a tutta quell’area. Dal parlamento alle sezioni di partito, dalle associazioni collaterali complici di aizzare quella narrazione alle piazze dove per anni viene masticata la stessa lobotomizzata ideologia e rivomitata a ogni manifestazione a suon di slogan e violenza.

Quando l’abbiamo detto, siamo stati sottovalutati, irrisi, accusati di paranoia.

E invece avevamo ragione noi !

Per questo motivo sono assai contento di essere rimasto a casa ieri nonostante le mie funzioni istituzionali. Di non aver prestato la faccia a una retorica tanto stantia quanto pericolosa .

Di non aver visto Bandiere della Palestina, bandiere di Hezbollah , bandiere del regime degli Ayatollah sventolare nelle piazze d’Italia, mentre probabilmente i partigiani di un tempo si rivoltavano nelle tombe.

Quella roba lì non mi appartiene né mi apparterrà mai.

Da oggi per me il 25 Aprile è morto proprio come dice Paola Concia

Al massimo ogni anno andrò a Venezia

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Tags: 25 APRILEANTIFAPARTIGIANIPRIMO PIANOSAN MARCO
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W il 25 aprile. Contro tutti i fascismi, anche quelli che si travestono da partigiani

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