Se Teheran resta in piedi, ha già vinto
Se questa guerra in Iran si conclude con il regime ancora forte, con la sua struttura di potere ancora intatta e con capacità militari ancora efficienti, gli Stati Uniti avranno perso e l’Iran avrà vinto.
In questo caso il regime canaglia degli Ayatollah farà ciò che ha sempre fatto: dichiarerà la sopravvivenza una vittoria, trasformerà la resistenza in propaganda e tornerà più pericolosa di prima. Un regime ferito, ma non morto, non è un regime riformato.
Spesso è un regime più vendicativo.
Un cessate il fuoco che lascia il regime strutturalmente intatto e senza aver raggiunto i risultati militari prefissati, e’ una sconfitta.
È la garanzia che la stessa minaccia si ripresenterà in forma diversa, esigendo un prezzo più alto in seguito.
Il Presidente Trump ha contribuito a infrangere il mito dell’intoccabilità di Teheran.
Ora non dovrebbe, o non doveva permettere al regime di continuare a essere forte, di continuare a rappresentare una minaccia, di sopravvivere a questa guerra fingendo che la sopravvivenza sia sinonimo di forza.
Dovrebbe, o doveva, portare a termine il lavoro.
Doveva concludersi con lo smantellamento della struttura di potere terroristica iraniana, in modo da non rappresentare più una minaccia per i prossimi 40 anni.
Si, l’Iran doveva essere riportato all’età della pietra.
E il Presidente Trump non lo ha fatto.
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