40.000 Morti? La Bufala di Iran International e il Vero Motivo della Caduta della Repubblica Islamica
Tutti ripetono il leitmotiv che vuole arrivare ad una reductio ad Hitlerum di Khamenei, con una tecnica illustrata dal filosofo tedesco naturalizzato statunitense Leo Strauss, nel 1953 in cui descrisse il processo utilizzato per screditare un’idea o una persona.
Occorreva la figura di un sanguinario, addossando alla Guida spirituale iraniana ben 40.000 morti tra i manifestanti
È una cifra talmente alta che è diventata l’ argomento principe per giustificare il suo illegittimo assassinio di Stato e l’ eventuale abbattimento della Repubblica Islamica. Domandiamoci però da dove nasce questa cifra esorbitante e di conseguenza se sia credibile.
La cifra fornita sarebbe di 36.500 morti poi arrotondata di bocca in bocca fino a 40.000 perché una cifra tonda si ricorda meglio. Ma la cifra fornita è attendibile?
È stata fornita da una testata televisiva di opposizione iraniana non da un osservatorio indipendente. Si chiama “Iran International” ed ha sede a Londra. Siamo venuti a conoscenza che, tra l’altro, è finanziata attraverso una società il cui direttore è un uomo d’affari saudita con stretti legami con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salaman, ritenuto responsabile dell’ omicidio dello scrittore e giornalista Saudita Jamal Khashohi. Sarebbe questo principe ad essere il finanziatore della stazione iraniana di opposizione a Londra.
Secondo il Guardian che ha citato la fonte, l’ Iran International ogni anno riceveva 250 milioni di dollari dalla corte reale Saudita e questa fonte del giornale inglese era proprio Khashoggi, il giornalista del Washington Post assassinato lo stesso giorno della pubblicazione del rapporto
Fu ucciso per aver rivelato che, la stessa stazione televisiva che recentemente ha fornito il numero dei morti in Iran tanto celermente, è la stessa che riceveva finanziamenti interessati e che inoltre, ricordiamolo aveva dato una copertura trasmettendo in diretta un raduno del gruppo terroristico anti iraniano Mujahedin-e-Khalq (Mko) collegato con l’ Arabia Saudita. Quanto segue è quanto riporta il quotidiano britannico Guardian. In questo conflitto l’ Arabia Saudita è dalla parte degli americani e di conseguenza anche di Israele. Si parla di un senatore repubblicano degli Stati Uniti, Lindsey Graham sembra stia attualmente manovrando perché Bin Salman, il finanziatore di Iran International, si convinca ad entrare definitivamente negli Accordi di Abramo, il patto voluto dagli Stati Uniti dal 2020 da Trump.
È questo il piano a cui sta lavorando il presidente americano. Con questa guerra è in atto un avvicinamento tra Sauditi ed Emirati per vincere le diffidenze precedenti
Questo perché se fossero vinte le indecisioni saudite, anche gli Emirati, il Bahrein, il Marocco, il Sudan, parteciperebbero senza indugi.
Questa guerra avrebbe il compito di creare nuovi equilibri fra molti stati del Medio Oriente. Attualmente pochi sono a conoscenza che gli Emirati Arabi Uniti sono diventati il grande alleato di Israele. Il disegno di Trump è quello di avvicinare di nuovo le monarchie del golfo perché il principe Mohammed bin Salman, aveva qualche incertezza dopo la strage di Gaza dovute a comprensibile imbarazzo di fronte all’opinione pubblica islamica.
Attualmente però anche i Sauditi sono, nonostante ciò, alleati di Israele nella guerra all’ Iran. Sembra che proprio il principe Saudita come ha scritto il Washington Post, avrebbe telefonato a Trump per convincerlo ad attaccare l’Iran
Questo nonostante gli sforzi passati della Cina di aprire un dialogo tra Riyadh e Teheran. Come abbiamo potuto osservare le cause della guerra esulano la presunta ferocia del regime. Infatti anche le cifre degli eventuali caduti sappiamo da quale fonte provengono. Il numero serviva solo a giustificare un attacco gratuito. In realtà c’erano state manifestazioni di protesta dei commercianti a causa di una oggettiva crisi economica dovuta allo strangolamento economico provocato dalle sanzioni severe volute e imposte degli USA.
Sappiamo dallo stesso Israele che nelle manifestazioni erano infiltrati molti agenti del Mossad e di altri servizi segreti dei Paesi della NATO. 500 poliziotti iraniani sono stati uccisi da colpi di armi da fuoco, una vera guerra
Gli stessi agenti del Mossad che hanno sparato sulla polizia, hanno sparato sulla folla come era accaduto a Euromaidan nel lontano 2014.
Era il pretesto che certi ambienti cercavano per convincere emotivamente un’ opinione pubblica giustizialista quanto isterica.
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