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Home Politica

​La “Dittatura” dei Paesi Civili: Il Paradosso della Separazione delle Carriere

di Alessandro Scipioni
19 Gennaio 2026
In Politica
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Magistrati
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​La “Dittatura” dei Paesi Civili: Il Paradosso della Separazione delle Carriere
​L’Italia è un Paese che, tra un’indignazione a comando e l’altra, riesce sempre a far sorridere. L’ultima tiritera del “pensiero egemonico dominante” riguarda la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti. Secondo la narrazione corrente, se dovessimo decidere che chi accusa non può essere il collega di scrivania di chi giudica, diventeremmo improvvisamente una dittatura in mano alla maggioranza di turno. Del resto, abbiamo “la Costituzione più bella del mondo”, uno scudo che pare servire più a conservare lo status quo che a far funzionare i servizi ai cittadini.

​L’Europa (quella che conta) è già “dittatura”?

​Se separare le carriere significa fine della democrazia, allora dovremmo guardare con sospetto a giganti della libertà come Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti o Giappone. In questi Paesi il giudice è una figura terza, un arbitro equo, non il “compagno di corrente” del Pubblico Ministero.
​Al contrario, se guardiamo a chi la separazione non ce l’ha, ci troviamo in compagnia di nazioni che non brillano certo per efficienza o standard democratici avanzati. Eppure, qui in Italia, il PD e i difensori del sistema si arroccano sulla difesa di un modello che ci allontana dal resto dell’Occidente civile.

​Il fantasma delle camicie nere
​Sono ormai più di tre anni che Giorgia Meloni è al governo. Dov’è la sospensione della democrazia? Dove sono le camicie nere?

La realtà è che i giornali e gli intellettuali continuano a criticare aspramente il governo ogni giorno, e nessuno finisce dentro per questo. La democrazia è in piedi. Allora, non potendo più gridare al “pericolo fascista”, ci si inventa che la separazione delle carriere sia il grimaldello per mettere la magistratura al guinzaglio della politica.
​Peccato che a volerla non sia qualche pericoloso eversore, ma figure come Antonio Di Pietro — che non credo possa essere accusato di voler indebolire la magistratura — e persino il compianto Giovanni Falcone. Se la auspicavano loro, forse il problema non è la democrazia, ma la perdita di potere di certi apparati.
​Responsabilità civile: se sbagli, paghi (come tutti)

​Andiamo oltre, a costo di sembrare “pericolosi”

Parliamo di responsabilità civile. Io sono dalla parte dei magistrati, sono il primo a volere che lavorino sereni e tutelati. Ma laddove c’è una grave negligenza, non può esserci scusa.
​Se un medico commette un errore grossolano o omette misure igieniche fondamentali, viene perseguito.
​Se un poliziotto in divisa commette un eccesso, ne risponde personalmente e costantemente.

​Perché per chi indossa la toga dovrebbe esistere uno scudo di impunità quasi assoluta?

Non si parla di dolo (che è scontato punire), ma di superficialità grave. Se un magistrato omette accertamenti che avrebbero provato l’innocenza di un uomo, mandandolo in galera per incompetenza o pigrizia, deve rispondere. Non solo moralmente, ma civilmente. Un professionista non può avere il terrore di agire, ma non può nemmeno sentirsi intoccabile.

​Per una Giustizia Giusta

​In un Paese civile, il Giudice e il PM non devono essere colleghi. Se accetti l’ufficio giudicante, non torni indietro a fare l’accusa. Questo crea l’equilibrio di cui parlava Berlusconi: una parità vera tra difesa e accusa davanti a un terzo imparziale. Negli Stati Uniti funziona così, e non mi pare che la magistratura sia subordinata alla Casa Bianca.
​L’Italia ha una tradizione gloriosa: Chinnici, Falcone, Borsellino. Ma non dimentichiamo che fu proprio il CSM (composto da magistrati) a negare a Falcone la guida della Procura Antimafia. E ricordiamoci che il grande accusatore di Enzo Tortora non ha subito alcun danno alla carriera, nonostante il clamoroso errore che distrusse la vita di un uomo innocente.
​Separare le carriere non mina l’indipendenza; garantisce l’equità.
Difendere lo status quo non è difendere la legalità, è solo difendere un privilegio che il resto del mondo civile ha già superato da tempo.
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Tags: DEMOCRAZIAGIUSTIZIAPRIMO PIANOREFERENDUMSEPARAZIONE CARRIERE
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