“Dopo di te, prima di me”
Un estratto
È una sera silenziosa.
Il tipo di silenzio che non è pace — è assenza. Sono seduta sul divano con il telefono in mano che scotta, come se fosse un carbone ardente, come se tenerlo troppo a lungo potesse bruciarmi davvero. Forse è quello che sta succedendo, in fondo. Non alle mani, ma da qualche parte più dentro.
Da due ore scrivo e riscrivo un messaggio
Due ore. Ho cucinato cene intere in meno tempo, ho letto capitoli interi — e invece sono qui, ferma sul divano, a costruire e demolire frasi che cercano di spiegare qualcosa che non dovrebbe nemmeno aver bisogno di spiegazioni. Il suo silenzio dura da tre giorni. Non è la prima volta. Ma ogni volta che succede, una parte di me si convince che questa volta è diverso.
Scrivo parole pesanti, piene di rabbia e di preghiera allo stesso tempo. Gli spiego quanto faccia male il suo silenzio. Gli dico che non capisco, che merito una risposta. Poi cancello tutto e ricomincio, perché sembra troppo aggressivo. Poi lo riscrivo più morbido e sembra troppo disperato.
Il cursore lampeggia
E in quel momento preciso mi rendo conto di cosa sto facendo davvero. Non sto cercando chiarezza. Sto mendicando attenzione da uno schermo spento.
Se invio quel messaggio, do ancora una volta a qualcun altro il potere di ferirmi. Gli do la possibilità di ignorarmi di nuovo, e io sarò lì — come sempre — ad aspettare, a controllare, a sperare.
Seleziono tutto il testo.
Premo cancella
Il vuoto che sento subito dopo è quasi fisico. Ma è anche, stranamente, il primo momento di pace che provo dopo settimane di ansia costante. Come se avessi smesso di trattenere il respiro senza accorgermene.
Mi alzo. Porto il telefono in un’altra stanza.
Vado alla finestra. Fuori le luci della città vanno avanti indifferenti alla mia sera. Mi chiedo chi sono io senza l’attesa di una notifica.
Non ho una risposta. Ma la domanda in sé mi sembra già qualcosa. Mi sembra già un inizio.
Questa è la prima notte in cui decido che il mio silenzio vale più delle sue scuse mai arrivate.
Mi sento sola. Ma stranamente libera.GOOGLE
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